martedì 30 giugno 2009

Iran: tentativi di destabilizzazione o regolamento di conti?

Chi in queste lunghe giornate ha provato a seguire le vicende iraniane sia attraverso i mass media ufficiali, sia attraverso la rete internet ed i siti cosiddetti di “controinformazione”, non potrà non aver notato un generale allineamento pro-Moussavi da parte dell'intero sistema mediatico.

Già subito dopo la vittoria del Presidente Ahmadinejad con il 60% di voti (un dato, come ha affermato anche il Presidente del Brasile, Lula, che rimane comunque difficile da manipolare) il mantra è risuonato unanime: brogli. Ahmadinejad avrebbe pilotato le elezioni, favorito soprusi e sabotaggi contro il suo rivale, intimidito la fazione avversaria.
Barack Obama, nelle ore immediatamente successive, affermava che l'Iran doveva ripetere le elezioni. Tipico esempio di democrazia in salsa americana e sionista: le elezioni sono regolari e democratiche quando vincono i loro amici; viceversa si tratta di un grave danno fatto alla democrazia, e le elezioni devono essere ripetute. Geniale.

Se Ahmadinejad ha vinto delle elezioni la cui regolarità non è stata contestata, ma solo ipotizzata, perchè dovrebbe ripetere le elezioni? Non è Ahmadinejad a dover ripetere le elezioni, semmai i suoi detrattori devono dimostrare che quelle consultazioni non sono regolari.

Elezioni che, tra le altre cose, sono state in linea con il sondaggio della Rockfeller Brothers Fund, che qualche giorno prima dell'apertura dei seggi dava Ahmadinejad in netto vantaggio sul suo rivale.

Pertanto, scaldati da un Moussavi che incitava alla resistenza contro la tirannia e dal codazzo vomitevole di politici e pennivendoli eternamente asserviti alla lobby mondialista, i sostenitori di Moussavi si sono riversati in piazza, incendiando negozi, auto, e facendo fuori otto guardie.

Ci deve essere rimasto male, Moussavi. Ancora ad elezioni in corso aveva proclamato la propria vittoria, per poi essere clamorosamente smentito. E' sic et simpliciter il comportamento di un idiota oppure è una deliberata strategia della tensione?

Che ci sia una volontà politica di far degenerare la situazione iraniana da parte dei nemici di Ahmadinejad è evidente. Solo l'America ha destinato, ai cosiddetti attivisti iraniani democratici, un qualcosa come venti milioni di dollari con un apposito bando di gara denominato “Support for civil society and rule of law in Iran”. Sono una bella cifretta con la quale poter combinare in tutta tranquillità qualche guaio.
Inoltre non solo Ahmadinejad, ma anche altre massime autorità religiose iraniane hanno esplicitamente accusato l'occidente di essere troppo attivamente interessato alle sorti elettorali dell'Iran, prima fra tutte la Gran Bretagna.

A sostegno di tale ipotesi l'Iran è passato addirittura alle vie di fatto, arrestando otto funzionari britannici di un ambasciata e suscitando le ire dell'Inghilterra e dell'inossidabile Franco Frattini. Si noti bene: gli arrestati sono sempre funzionari iraniani, non inglesi, eppure l'Inghilterra si è strappata i capelli. Temeva potesse trapelare qualcosa?

Fa scalpore anche il famoso video di Neda, l'iraniana che sarebbe stata uccisa dalle guardie iraniane, sulla cui veridicità aleggia più di un dubbio.

Non stupiamoci se tra poco verremo a sapere che anche la vicenda di Neda è dello stesso tenore di Colin Powell che mostra la fialetta di antrace proveniente (a suo dire) dai laboratori di Saddam Hussein, o delle testimonianze che affermavano che i soldati iracheni sparavano i bambini ancora attaccati alle incubatrici.

Io non sono un esperto di Iran o di Medio Oriente. Ma non mi stupirei se qualche potere più o meno occulto – vista l'incapacità di incenerire l'Iran per vie militari (gli Stati Uniti sono impantanati in Afghanistan ed in Iraq) – tentasse la strada della destabilizzazione interna. Anche a costo di coprire di oro e incenso quel Moussavi che ultimamente è l'idolo di tutto il mondo occidentale, ma che è responsabile di stragi ed omicidi di dissidenti ed oppositori interni durante i suoi anni di governo.

Ma siamo sicuri che l'elezione di Ahmadinejad sia un danno per i nemici dell'Iran? Del resto la vittoria di Moussavi – descritto falsamente come un moderato rispetto ad Ahmadinejad – avrebbe reso molto più difficile vendere all'opinione pubblica (israeliana ed americana in primis) un attacco militare contro l'Iran. La conferma di Ahmadinejad, viceversa, permette di continuare a descrivere l'Iran come un pericoloso nemico per la pace mondiale.

Destabilizzazione esterna oppure regolamento di conti del regime iraniano?

giovedì 25 giugno 2009

Pedofilia e potere - seconda parte

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E' possibile pertanto che, con una sottile ma costante azione di penetrazione e di assoggettamento totale delle menti delle grandi masse popolari, anche la pedofilia possa, in un futuro più o meno prossimo, essere considerata una tendenza sessuale come altre?

Che la pedofilia sia una vera e propria piaga dell’umanità, un campionario di bestiali violenze contro degli innocenti indifesi, è un assunto che nessuna persona dotata di un minimo di raziocinio metterebbe mai in discussione. Ma è anche vero che negli ultimi anni, come indicano tutte le rilevazioni e gli studi statistici, questo cancro dell’umanità si ingigantisce di anno in anno, anziché diminuire.

Un buon punto di partenza, a tal proposito, può essere la lettura di un libro edito da Bur, “Olocausto bianco” di Ferruccio Pinotti, che descrive uno scenario inquietante: vale a dire la situazione di una società – italiana ed europea – in cui la pedofilia cresce e fa proseliti non solo tra le persone comuni, ma anche tra uomini di cultura, avvocati, medici, notai, imprenditori, politici, i quali spesso godono di amicizie potenti ed agganci insospettabili.

Un giro d’affari che muove miliardi e che ultimamente conosce anche l’aumento del settore dei video, in particolare dei cosiddetti “snuff films”. Cioè filmati in cui le torture e le violenze su donne, uomini e bambini innocenti sarebbero riprese dal vivo – spesso anche con l’ausilio di telecamere amatoriali, al fine di aumentare la sensazione di realismo - con l’uccisione finale degli stessi. Un alone di mistero e di dubbio avvolge quello che diventa sempre più un remunerativo business finanziario per pochi, ed una intollerabile condanna per molti; secondo alcuni tali filmati non esisterebbero, e sarebbero soltanto frutto di fantasia e di leggende metropolitane. In ciò è da rilevarsi senza dubbio un ampio margine di verità: è vero che la stragrande maggioranza degli snuffs – per quanto possano essere violenti e scioccanti – sono spesso e volentieri films horror che raggiungono un notevole grado di realismo e di estrema violenza con l’utilizzo di particolari tecniche ed effetti speciali tesi esclusivamente a cercare di far apparire quanto mostrato in video più vero e violento possibile. Sono questi la stragrande maggioranza degli snuffs in circolazione: per quanto agghiaccianti e violentissimi sono comunque finti.

Ma è anche vero che sono dimostrati i casi di pellicole in cui le violenze non sono del tutto finte. Ad esempio, parlammo a suo tempo di “Cannibal Holocaust”, pellicola con la quale esordisce l’attuale parlamentare del PDL Luca Barbareschi, che alternava finte scene di violenza contro gli esseri umani ad altrettante tristemente vere scene di violenza nei confronti degli animali. Ne ho parlato qui: http://chessaandrea.blogspot.com/2008/03/perch-se-fossi-di-destra-non-voterei.html.

In Inghilterra, qualche anno fa, scoppiò il caso di un traffico di bambini nel quale venne anche condannato un famoso industriale italiano, di nome Mongini, il quale al telefono parlava dei bambini come “bestie” o “merce”. Oggi questo personaggio gestisce un negozio per bambini. Oltre al danno (ed all'orrore) la beffa. Se questo non basta certamente a far gridare all’emergenza, serve quantomeno a smentire coloro – e sono tanti – che smontano gli snuff films come pura e semplice leggenda metropolitana.

Del resto, il passo che separa il violentare dei bambini dal riprendere le proprie “performances” con una telecamera non è poi così lungo. Vale a dire: siamo così sicuri che almeno una parte di coloro che non hanno remore a violentare donne e bambini abbiano remore a non riprenderli su video?
Insomma: che si tratti di snuff movies o di traffico di bambini o di scambio di materiale pedopornografico (che in questi anni avviene soprattutto grazie alla rete internet, oppure manualmente, per evitare qualunque intercettazione ambientale) la pedofilia è un business che rende, ed anche bene. E negli ultimi anni si assiste ad un continuo tentativo, sempre più costante e massiccio, se non di legalizzarla quantomeno di legittimarla.

Ma questa azione, se in questi ultimi anni si è fatta più sfacciata ed aggressiva, parte da lontano. Gerd Koenen, studioso e pubblicista tedesco, nonché teorico del ’68, scriveva queste parole: “Negli asili infantili più radicali le attività sessuali divennero parte integrante dei giochi”. E sempre negli anni della contestazione studentesca, volta ad abbattere qualunque ostacolo o limitazione di natura morale e/o etica – lo stesso scopo della massoneria - un gruppo di “intellettuali” capitanato da Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Michel Foucault, Jack Lang (che diventerà primo ministro francese), firmarono una petizione nella quale si chiedeva di legalizzare il rapporto sessuale tra adulti e minori.

Ma più esplicito ancora si rivela Daniel Cohn-Bendit: ebreo con doppia nazionalità tedesca e francese, agitatore del ’68, Presidente dei Verdi al Parlamento Europeo, pubblica nel 1975 un libro, Le Grand Bazar, in cui racconta le esperienze come insegnante per bambini in un asilo nido “alternativo” di Francoforte. Anche se in seguito si avranno alcune deboli ritrattazioni, le sue parole su come si lasciasse masturbare dai bambini non lasciano spazio ad alcuna interpretazione soggettiva. Ecco quello che scrive egli stesso, tratto dal capitolo 9 del suo libro: Piu volte mi era capitato che certi bambini venissero ad aprire il mio pantalone per accarezzarmi. La mia reazione era diversa secondo le circostanze, ma il loro desiderio era per me problematico. Chiedevo loro: "ma perché non giocate tra di voi, perché venite a cercarmi, me, e non gli altri?". Ma insistevano, ed finivo per accarezzarli anch'io [...]Avevo bisogno di essere accetto da loro. Volevo che i bambini avessero voglia di me, ed io facevo tutto affinché essi sentissero dipendenza da me. [...] Uno dei problemi negli asili nidi, era che i liberali al massimo, ammettevano l'esistenza della sessualità dei bambini, mentre per noi contava svilupparla, noi avevamo atteggiamenti che permettessero ai bambini di realizzare la loro sessualità".

Come ha scritto Maurizio Blondet nel suo articolo “Cohn-Bendit in carriera nella UE”, Dani il Rosso, come viene chiamato, non è affatto un personaggio secondario al Parlamento Europeo. Se è pressoché sconosciuto dai più in Italia, negli ambienti di sinistra europei è invece molto popolare per le sue campagne per la liberalizzazione della droga e per l’immigrazione totale, senza alcun controllo.

Anche l’immigrazione selvaggia è un cavallo di battaglia del mondialismo e della massoneria internazionale, per due motivi. Il primo scopo è essenzialmente economico: laddove si riversa una marea di persone disperate, disposte a tutto pur di migliorare un minimo la loro poverissima condizione di vita, lì il capitalismo può abbassare i salari, ridurre le garanzie sindacali, la sicurezza sui luoghi di lavoro, e via dicendo. In sintesi, se un italiano costa – ipotizziamo – dieci euro all’ora, un clandestino ne costa 3, non chiede le ferie, non protesta se gli si chiede di lavorare di più e più duramente, si accontenta di una branda e di qualcosa da mettere sotto i denti.

In secondo luogo, con l’aumento selvaggio dell’immigrazione si raggiunge anche un altro scopo, già accennato in precedenza: si sradica qualunque senso di appartenenza nazionale, di patriottismo, di amore verso la propria terra (sostituendolo con un pacifismo mondialista d’accatto) al fine di avere una popolazione più facilmente malleabile e controllabile. Come già detto altre volte: una popolazione di bastardi è più gestibile di una popolazione di patrioti, che amano la loro Nazione e sono disposti a combattere per difenderla.

Da qui parte la condanna del Fascismo, l’unico movimento che ha fatto tremare i banchieri internazionali ed i massoni mondialisti, minando le aspettative di governo mondiale di questi ultimi. A testimoniare la paura che Mussolini ed Hitler hanno creato all’interno di logge e sinagoghe basta la semplice constatazione che, in un’Europa che si autoproclama democratica, vigono ancora leggi e disposizioni volte proprio ad impedire la propagazione delle idee fasciste così come una Storia che non sia quella stabilita ed imposta dai vincitori del secondo conflitto mondiale.

Ma torniamo alla pedofilia. La quale, come abbiamo detto, è anche un divertente passatempo dei potenti. Ricordo molto bene come, parlando qualche tempo fa con un uomo che per ragioni lavorative frequentava le ambasciate degli Stati esteri in territorio italiano, mi fu esplicitamente detto che in determinati ambienti la pedofilia non è neanche più un tabù: è stata completamente sdoganata, ed anzi è addirittura occasione di battute goliardiche tra amici. Agghiacciante.

Ma ciò non basta. Analisi ed inchieste indipendenti hanno dimostrato che avere rapporti sessuali con minori non solo non è considerato tabù, ma in alcuni ambienti è addirittura praticato ed organizzato. Per quanto riguarda gli Stati Uniti d’America, ad esempio, il video-inchiesta “The conspiracy of silence” – mai andato in onda a seguito di fortissime pressioni da parte del Congresso USA – ha dimostrato come molti membri del Partito Repubblicano, legati all’amministrazione di Reagan e Bush senior, siano stati dediti a festini con orge, riti satanici con sacrifici umani, rapporti pedofili, masturbazioni pubbliche e riprese di snuff films. Gran parte di coloro che hanno testimoniato contro importanti esponenti del Partito Repubblicano – il più importante è Paul Bonacci – sono stati dichiarati malati di mente, più in generale esclusi dal consesso civile ed umano ed in alcuni casi anche vittime di morti misteriose, come capita spesso ad importanti testimoni di inchieste che possono mettere in pericolo importanti personaggi pubblici e politici. Per non annoiare il lettore lo invito a cliccare qui: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=2615, dove potrà leggere anche le testimonianze del testimone-chiave Paul Bonacci il quale, dichiarato capace di intendere e di volere, racconta di bambini squartati ed immolati a Satana, snuff films, orge con bambini, il tutto da alti esponenti del Partito Repubblicano.

Insomma: da qualunque parte la si provi a guardare, la pedofilia non è più un tabù.

E’ trasversale socialmente, perché è praticata da persone appartenenti alle più disparate provenienze sociali, dall’operaio al notaio, dal metalmeccanico all’avvocato, dall’insegnante all’imprenditore di successo.

Trova una sua legittimazione a livello culturale, seppur indirettamente: molti personaggi pubblici, come abbiamo scritto più sopra, italiani e non, la cui posizione nei confronti della pedofilia è quantomeno dubbia, sono oggi rinomati politici che siedono in importanti posti di comando.

E’ un importante business economico fatto sulla pelle di creature innocenti.

E’ un mostro tentacolare, dalle mille teste e dalle mille ramificazioni, che sta a proprio agio nei palazzi del potere e nelle stanze dei bottoni.

Dopo questa galleria di orrori non si può non concludere con una domanda: che fare?

Le risposte sono tanto semplici quanto difficili da mettere in atto: la prima e fondamentale cosa da fare è: informazione e militanza. Denunciare i personaggi implicati in questi orrori e portando pubblicamente alla luce le loro malefatte: non aspettiamoci che lo facciano i giornali o le tv: sono asservite, per la stragrande maggioranza, al grande capitale apolide e mondialista. Sta a noi rendere pubblici certi avvenimenti, cercando di convincere il nostro elettorato e la nostra militanza a non votare per chi appartiene a determinati schieramenti politici anche solo lontanamente imparentati – ideologicamente oppure al Parlamento Europeo, ad esempio – con gruppi parlamentari i cui politici siano anche solo lontanamente collusi con questa piaga sociale.

Probabilmente non risolveremo molto, ma quantomeno non ne saremo complici dandogli il nostro voto.

E quando giriamo per le strade stiamo attenti a vedere qualche candela azzurra appesa sul davanzale di qualche finestra, e prendiamone nota per quando il vento – forse – cambierà di direzione.

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Fonti:

Epiphanius, Massoneria e sette segrete, la faccia occulta della Storia.

Massoneria e satanismo, tratto da Identità e Tradizione – Forza Nuova – Osservatorio Antisette


















http://bur.rcslibri.corriere.it/bur/libro/2058_olocausto_bianco_pinotti.html

http://grandinchieste.blogspot.com/2008/05/prossimamente-in-libreria-il-nuovo.html

http://politicaesocieta.blogosfere.it/2008/08/pedofilia-olocausto-bianco-la-chiesa-luca-barbareschi-e-i-bambini-di-rignano-intervista-a-carlotta-z.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Film_snuff

http://www.tempimoderni.com/1999/maggio/SNUFF/snuff.htm

http://chessaandrea.blogspot.com/2008/03/perch-se-fossi-di-destra-non-voterei.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Cannibal_Holocaust

http://www.troviamoibambini.it/index.php/telefonata-di-un-pedofilo/

http://www.libertaepersona.org/dblog/articolo.asp?articolo=331

http://forum.panorama.it/viewtopic.php?pid=274485

http://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Cohn-Bendit

http://www.effedieffe.com/content/view/7667/1/

http://books.google.it/books?id=0oG5bCzsqGsC&pg=PA62&lpg=PA62&dq=le+grand+bazar+cohn-bendit&source=bl&ots=nY0fsWL1Kw&sig=lccOVPjOJ3OtygSeAObIDYOeYuc&hl=it&ei=J2pDSu_BJKDqmwOVnuioAQ&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=2


http://chessaandrea.blogspot.com/2009/04/se-ne-accorgono-anche-sinistra.html

http://chessaandrea.blogspot.com/2008/11/immigrazione-e-mondialismo.html

http://chessaandrea.blogspot.com/2008/08/carlo-gariglio-immigrazione-verit.html

http://chessaandrea.blogspot.com/2008/07/lettera-di-uno-dei-capi-mondialisti-ai.html

http://chessaandrea.blogspot.com/2008/04/avevano-ragione-i-cattivi.html

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?file=article&name=News&sid=2615

http://movimentocivilecontrolapedofilia.myblog.it/archive/2009/04/03/raccapriciante-allarme-pedofilia-mondiale.html

martedì 23 giugno 2009

Pedofilia e potere - prima parte

Il seguente testo viene pubblicato diviso in due, per evitare un articolo eccessivamente lungo. Le fonti sono indicate nella seconda parte.

La seconda parte è leggibile qui: http://chessaandrea.blogspot.com/2009/06/pedofilia-e-potere-seconda-parte.html

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Ultimamente va di moda dedicare un determinato giorno dell’anno ad una qualche causa in particolare. C’è la giornata contro la fame nel mondo, quella contro la guerra, quella dell’olocausto, quella per l’ambiente, quella contro il cancro, e via dicendo. Tutte iniziative che – a parte la giornata dell’olocausto, l’apice di un tam tam mediatico globale e permanente, volto a far accettare alla popolazione mondiale e soprattutto europea quella che è una verità stabilita dai vincitori del secondo conflitto mondiale e difesa a suon di sequestri di libri, incriminazione e carcerazione dei revisionisti, campagne di criminalizzazione e di intimidazione – sono lodevoli e condivisibili. Viene quasi voglia di pensare che, continuando così, i 365 giorni dell’anno non basteranno più.

Il 23 giugno è la giornata mondiale dell’orgoglio pedofilo. Tutti i pedofili del mondo accenderanno una candela azzurra da esporre e da esibire per esplicitare la propria “appartenenza” sessuale. C’è anche un sito internet, attivo da diversi anni nella indifferenza delle istituzioni internazionali, il quale, a quanto leggo, è stato chiuso. A quanto è dato leggere nei tanti siti e blogs che parlano dell’argomento, il sito veicolerebbe l’idea che la pedofilia non sia un atto di violenza o di sopraffazione nei confronti del bambino, bensì un atto di amore nei confronti dei piccoli, del tutto privo di violenza. In questo senso i pedofili si dicono convinti che le leggi antipedofilia, attualmente in vigore in tutto il mondo, non siano solo una violazione dei diritti umani della persona ma siano destinate a venire soppresse – in nome di una modernizzazione del pensare la sessualità – allo stesso modo con cui oggi si tende a “normalizzare” l’omosessualità, l’eutanasia e altre pratiche che solo fino a qualche decennio fa erano tabù in molte nazioni, europee in primis.

Da questo punto di vista i pedofili hanno sicuramente ragione. Io credo che, stante così l’andazzo, anche la pedofilia tra qualche decennio ( ma probabilmente anche prima) non farà più alcun scalpore. Proprio come avveniva qualche anno fa con gli omosessuali, chi parlerà male dei pedofili sarà considerato un fascista, un estremista, un razzista ed un ignorante troglodita.

In Italia siamo già avanti da qualche anno. Uno dei primi politici italiani che hanno provato a sdoganare la pedofilia è un nome illustre: Nichi Vendola. Il quale, nel 1985, era appena stato eletto segretario della FGCI (i giovani comunisti) e a La Repubblica così sentenziava: “Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti, e trattarne con chi la sessualità l’ha vista sempre in funzione della famiglia…” Proprio così: “diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, rapporti tra loro, o con gli adulti”. Insomma, poiché sessualmente si diventa adulti verso gli 11 o 12 anni, anche la sessualità infantile deve avere un proprio legittimo spazio. Poco tempo dopo Vendola rettifica dalle pagine di Libero, e dice che lui non ha mai pronunciato quelle frasi, e che i rapporti sessuali tra adulti e bambini sarebbero una “patologia”.

Pericolo scampato? Niente affatto. Poco tempo dopo è nel numero della rivista Nuova Solidarietà, del 6 maggio 1985, che ricompare la famosa frase: Vendola l’avrebbe ripetuta ad una assemblea della FGCI. Nessuna smentita.

Ma non basta. E’ poi il sito della Danish Pedophile Association, “Associazione dei Pedofili Danesi” (che verrà poi oscurato dalle autorità giudiziarie italiane nel 2004), organizzazione che riunisce i pedofili della Danimarca e che ha anche qualche sede in Italia, a riportare questa frase di Vendola: “Nichi Vendola faceva il militante alla federazione giovanile comunista. Un giorno dovevano eleggere il segretario nuovo e presero proprio lui; allora egli andò a dire a tutti i presenti, militanti e anche giornalisti che non è tanto facile discutere nel suo partito del diritto dei bambini ad avere una propria sessualità. E disse pure che è ancora più difficile una cosa, parlare delle relazioni fra bambini e adulti come se fosse un argomento come un altro. Insomma era davvero faticoso”. Bisognerebbe chiedersi, a questo punto, come mai un politico a quel tempo astro nascente dei giovani comunisti, come Vendola, va a battere sempre sullo stesso tasto, vale a dire la sessualità infantile. E’ forse una strategia precisa?

Comunque la si voglia vedere, sono diverse fonti – di cui solo una oggetto di una timida smentita, a quanto è dato leggere su internet – che riportano frasi comunque simili da parte di quello che poi diventerà il Governatore della Regione Puglia.

Sono solo parole? No. Il 24 ottobre 1996 in Parlamento viene presentata una proposta di legge che porta il nome proprio di Vendola. Di che cosa si tratta? La legge chiede la modifica di alcune leggi che riguardano la discriminazione, contemplando anche la discriminazione legata alle preferenze sessuali. A prima vista, l’intento è nobile: vietare la discriminazione di chi ha preferenze sessuali particolari o non praticate dalla maggioranza della popolazione. Ma il testo di modifica di legge sorvola proprio su che cosa si intenda per “orientamento sessuale”. La domanda allora è legittima: anche la pedofilia è un “orientamento sessuale”? Il testo, non proibendola espressamente, la permette.

La pedofilia diventa bipartisan ed unisce comunisti e radicali: a chiarire le idee ci pensa un altro ambiguo personaggio: Daniele Capezzone. Il quale, prima di passare alla corte berlusconiana a dimostrare all’umanità intera che anche i radicali hanno un prezzo, in un convegno del 1998 proposto dai Radicali Italiani che ha per argomento “La pedofilia a la rete internet”, spiega che “la pedofilia, proprio come qualunque orientamento e preferenza sessuale, non può assolutamente essere considerata un reato”. Questo era il Capezzone di un tempo, per il quale la pedofilia è solo un “orientamento sessuale”. Verrebbe voglia – a vederlo in questi giorni difendere a spada tratta il suo capo che usa i voli di Stato per le sue puttane, maggiorenni o minorenni che siano – di chiedergli che cosa pensi oggi di quelle dichiarazioni e se è disposto a chiedere scusa a tutta la popolazione italiana per averle non solo pronunciate ma, soprattutto, pensate.

Né Vendola né Capezzone hanno mai pubblicamente ritirato queste ambigue dichiarazioni. Questo loro passato fatto di dichiarazioni quantomeno ambigue e dubbie, inoltre, non è riportato nella loro biografia personale disponibile e consultabile da chiunque su Wikipedia, il sito internet che compare al primo posto se si prova a cercare su internet il nome di ciascuno di questi due personaggi. Chiunque può fare la prova disponendo di un pc con connessione internet.

Ma non basta. Bisogna parlare anche di un altro personaggio, Dacia Maraini, la quale non appartiene al mondo della politica bensì a quello della letteratura italiana, che la annovera tra i “mostri sacri” e non esita a riempirla di premi e lodi.

Questa scrittrice, nel Corriere della Sera del 23 marzo 2007, in un suo articolo pone le premesse ideologiche e culturali della legalizzazione dell’incesto, scrivendo che “l’incesto, presente in tutte le specie, anche nell’uomo” è stato proibito a causa di determinate circostanze storiche, e cioè la necessità di “permettere alle prime tribù di espandersi, andare a cercare altre tribù, intrecciare rapporti e quindi aprire scambi di idee, di conoscenze, di esperienze”. Più avanti la Dacia Maraini precisa: “Cosa c’è di naturale nell’educazione? Nei libri? Nelle scuole? Nella scienza? E perfino nella monogamia? L’uomo per natura è poligamo, come lo sono la maggioranza degli animali. Anche le donne per natura sono probabilmente molto più poliandriche di quanto si pensi. Eppure la civiltà ha scelto la monogamia proprio per difendere quella famiglia del tutto artificiale che si oppone, per ragioni morali, e quindi non naturali, allo sperpero e al caos”. Insomma: monogamia e incesto sono pratiche non contronatura, ma semplicemente normali attività legate alla sfera sessuale e represse per ragioni culturali. Che l’incesto venga vietato perché salvaguardia la salute stessa dei figli – è scientificamente dimostrato che i figli nati da relazioni incestuose sono molto più soggetti di altri a malattie e malformazioni – alla Maraini non salta neanche per la testa.

Viene da chiedersi: ignoranza o malafede? Dobbiamo ricordarci che sia Nichi Vendola, sia Dacia Maraini, sia Daniele Capezzone prima del suo grande salto come giullare di Berlusconi, sono o sono stati personaggi ampiamente coccolati dalla cultura di sinistra.

Dacia Maraini, tra l’altro, è stata la stessa scrittrice che ricorda, in una sua opera, come il suo amante, l’ebreo Alberto Moravia – altro grande scrittore protetto e coccolato dalla sinistra – avesse l’abitudine di orinarle tra le mani. Fa quasi tenerezza Moravia (il cui vero cognome è l’ebraico Pincherle), incapace di schizzare sulla sua compagna qualcos’altro che non sia pipì. E Moravia è anche colui che, a quanto dice Stefano Lorenzetto in un suo articolo ospitato su Il Giornale (mai smentito), aveva come occupazione preferita quella di andare in giro per l’Africa a fotografare escrementi di elefante.

Per carità, Moravia, la Maraini, Nichi Vendola e chiunque altro possono praticare il loro tempo come meglio credono, facendosi fare la pipì addosso, fotografando ciò che meglio credono o andando con chi pare a loro (non minori, si intende). Ma evitino di difendere l’indifendibile, e i loro giochini li facciano nelle loro camere da letto tra adulti, senza pretendere di darci ardite spiegazioni per difendere ciò che non è difendibile. O forse sono considerati dal sistema personaggi “spendibili”, cioè da usare come testa d’ariete per infiltrare nell’opinione pubblica la pedofilia e l’incesto, proprio in virtù della loro natura “eccentrica”?

Inutile dire che anche queste notizie sono spesso e volentieri taciute nonostante siano i personaggi stessi a darcene notizia ed a rendercene consapevoli.

Sono semplici esternazioni da parte di personaggi pubblici oppure è in atto una precisa e deliberata strategia volta a pervertire i costumi e l’orientamento sessuale delle popolazioni? E se lo è, chi c’è dietro?

Una attenta disamina di queste dinamiche è troppo lunga e complessa per poter essere affrontata in questo spazio, ma vale comunque la pena di approfondire l’argomento, anche a costo di risultare eccessivamente lunghi.

Certo è che il programma di pervertimento delle menti, con particolare attenzione ai giovani, è perseguito dalla massoneria internazionale e mondialista da decenni. Questo perché, sostanzialmente, una popolazione di pornofili, alcolizzati, drogati e sessuomani, per i quali l’unico interesse è l’ultimo cellulare alla moda o l’ultima marca di lettore mp3 portatile, far sesso nei cessi delle discoteche o riempirsi di alcol il sabato sera, è molto più governabile di un popolo di patrioti, di persone colte, amanti dell’arte, della musica, della natura, dell’ambiente e degli animali, consapevoli del proprio destino, interessate alla sorte della propria Nazione e alla salvaguardia della propria terra, nonché dei propri simili. Pertanto sradicare ogni senso di identità nazionale, di patriottismo, di sentimento religioso o di ispirazione nazionalistica o patriottica è il primo passo – fondamentale e necessario – per la dominazione totale delle masse. L’azzeramento della sovranità (economica, sociale, politica) dei singoli Stati, lungi dall’operare un processo di generale democratizzazione delle istituzioni nazionali ed internazionali, si inscrive pertanto nel disegno di dominio delle lobbies mondialiste e massoniche.

Quello che importanti massoni hanno teorizzato lo vediamo crudamente messo in pratica ogni giorno sulle nostre tv: la strategia ha avuto successo.

Da un documento massonico americano del 1953, ad esempio, leggiamo queste parole agghiaccianti: “Abbiamo cominciato a realizzarlo [la perversione dei costumi] e lo perfezioneremo con i seguenti mezzi: il cinema, la pubblicazione porno a buon prezzo, i libri comici con storie di sesso e violenza; ultimo mezzo ma non più piccolo la televisione, […] essa ci riserva un uditorio immenso, e sarà il mezzo migliore per accostare i bambini. Il nostro piano è di incoraggiare dapprima delle rappresentazioni amorose, se non subito immorali, così graduando progressivamente la malvagità, tutta calcolata si avrà il possesso di tutta la gioventù. Sarà occupata tutta il giorno, senza lasciare spazio per la religione. Così i giovani al loro risveglio e al loro coricarsi a sera, avranno la testa piena di cow boys, di omicidi, di terrori, di cartoni animati. Tutto questo per allontanare dal loro animo immagini religiose. Così i bambini saranno disorientati per anni. Poi, quasi occasionalmente, si introdurranno costumi sfrontati (rapporti omosessuali) e scene licenziose allo scopo di distruggere il senso della modestia […]”. Non è esattamente quello che vediamo tutti i giorni sui nostri media europei, nella vita di tutti i giorni? Non è forse vero che la gioventù di oggi è stata mentalmente violentata con la droga, la promiscuità, il sesso a basso costo, la droga, la violenza, la pornografia, il satanismo e l’anticristianesimo viscerale e sfrontato? Tali frasi fanno il paio con quelle dell’ebreo e massone Mose Montefiore, il quale disse : “Impadroniamoci della stampa ed in breve tempo assoggetteremo al nostro potere l’intera Europa”.
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Fine prima parte

lunedì 22 giugno 2009

L'altra faccia della repubblica delle banane

Diciamo la verità: non ci rimane che l’ironia per affrontare le malefatte del regime nato dalla resistenza e da un referendum istituzionale truccato che proprio in questi giorni si sta celebrando in pompa Magna… E proprio per usare questa ironia mi accingo a continuare l’articolo uscito sullo scorso numero del periodico, parafrasando il titolo della seconda puntata del famoso film: “Il pianeta delle scimmie”, ovvero: “L’altra faccia del pianeta delle scimmie”.

Chiudevo l’articolo sopra citato con queste parole: “La situazione elettorale per il 6 e 7 giugno è la seguente: saremo presenti con il logo storico e la scritta “Fascismo e Libertà” nei comuni della provincia di Asti di Cellarengo, Dusino San Michele e Moncucco, nonché nel comune milanese di Nosate, che è la vera sorpresa, in quanto, pur essendo la prima volta in assoluto che il MFL si presenta alle elezioni in quella provincia, nessuno ha trovato alcunché da obiettare nel nostro simbolo!” (1). Ebbene, mi sbagliavo! Non avevo preventivato che, in una repubblichetta nata dal banditismo partigiano e consolidatasi grazie all’apporto di politici ladri, funzionari corrotti e magistrati degni del duo Di Pietro/Ascione (per chi non conoscesse la questione, una semplice ricerca su Google inserendo i due cognomi basterà ad erudirli…), neppure le lecite decisioni di una commissione elettorale rappresentano un fatto certo. Accade, infatti, che il giorno 18 maggio 2009 (ovvero 9 giorni dopo la scadenza dei termini per la presentazione delle liste elettorali, 8 giorni dopo la scadenza fissata dalla Legge per notificare eventuali irregolarità riscontrate dalla Commissione Elettorale e 6 giorni dopo l’effettuazione del sorteggio che ci aveva assegnato il posto sulla scheda elettorale!), la Sottocommissione Elettorale di Milano con sede in Legnano ci notifica tramite fax la ricusazione del nostro simbolo presentato alle elezioni di Nosate (MI), a seguito di una nuova riunione in sede di “autotutela”…!

Tanto per fare capire al lettore il grado di squallore di certi provvedimenti e l’unicità di questo abuso, mi permetto di riportare quanto recita l’art. 30 del Testo Unico 16 maggio 1960 n° 570:


ART. 30. (T. U. 5 APRILE 1951, N. 203, ART. 28, E LEGGE 23 MARZO 1956, N. 136, ART. 17): “LA COMMISSIONE ELETTORALE MANDAMENTALE, ENTRO IL GIORNO SUCCESSIVO A QUELLO DELLA PRESENTAZIONE DELLE CANDIDATURE:
a) VERIFICA CHE LE CANDIDATURE SIANO SOTTOSCRITTE DAL NUMERO PRESCRITTO DI ELETTORI, ELIMINANDO QUELLE CHE NON LO SONO;
b) RICUSA I CONTRASSEGNI DI LISTA CHE SIANO IDENTICI O CHE SI POSSANO FACILMENTE CONFONDERE CON CONTRASSEGNI NOTORIAMENTE USATI DA ALTRI PARTITI O RAGGRUPPAMENTI POLITICI, OVVERO CON QUELLI DI ALTRE LISTE PRESENTATI IN PRECEDENZA, ASSEGNANDO UN TERMINE DI NON OLTRE QUARANTOTTO ORE PER LA PRESENTAZIONE DI UN NUOVO CONTRASSEGNO. RICUSA, ALTRESÌ, I CONTRASSEGNI RIPRODUCENTI IMMAGINI O SOGGETTI DI NATURA RELIGIOSA;
c) ELIMINA I NOMI DEI CANDIDATI PER I QUALI MANCA LA DICHIARAZIONE DI ACCETTAZIONE DI CUI AL SETTIMO COMMA DELL’ART. 28, O IN CERTIFICATO DI ISCRIZIONE NELLE LISTE ELETTORALI;
d) CANCELLA I NOMI DEI CANDIDATI GIÀ COMPRESI IN ALTRE LISTE PRESENTATE IN PRECEDENZA;
e) RICUSA LE LISTE CHE CONTENGONO UN NUMERO DI CANDIDATI INFERIORI AL MINIMO PRESCRITTO E RIDUCE QUELLE CHE CONTENGONO UN NUMERO DI CANDIDATI SUPERIORI AL MASSIMO CONSENTITO, CANCELLANDO GLI ULTIMI NOMI”.

Notate la sottolineatura: entro il giorno successivo a quello della presentazione delle candidature! Abbiamo tentato di fare notare telefonicamente alla Presidentessa della Sottocommissione Elettorale che un simile provvedimento è indegno persino per una Repubblica delle banane, ma la gentile Signora ci ha risposto con estrema sicurezza che loro sono coperti dalla Legge; infatti esiste un’apposita Sentenza del Consiglio di Stato, risalente al 1972, che autorizza questi delinquenti di regime a rimangiarsi una decisione sottoscritta precedentemente da loro stessi senza alcuna costrizione! Per la precisione:



CONSIGLIO DI STATO
V Sezione, 24 marzo 1972, n. 218.
Le deliberazioni delle Commissioni elettorali circondariali sottostanno alla regola del potere di autotutela, purché esercitato prima della pubblicazione del manifesto con le liste dei candidati.
Omissis - In ordine al primo motivo va osservato che le deliberazioni delle Commissioni elettorali mandamentali sono veri e propri atti amministrativi e come tali per principio sottostanno alla regola del potere di autotutela di cui dispone la Pubblica amministrazione.
Quanto al limite temporale entro il quale tale potere sia esercitabile, si osserva che nella specie unico limite desumibile è quello derivante dal disposto dell’art. 31 della L. 16 maggio 1960 n. 570 che prescrive che la pubblicazione del manifesto con le liste dei candidati deve avvenire entro il quindicesimo giorno precedente l’elezione.
Per cui una volta assicurata la rigorosa osservanza di tale termine, come puntualmente è avvenuto nella specie, non può giammai parlarsi di tardivo esercizio del potere di autotutela da parte della Commissione elettorale mandamentale allorché questa proceda, evidentemente in tempo utile, ad annullare d’ufficio una sua deliberazione in precedenza adottata.
Omissis.



In poche parole questi “signori democratici” (?!?) possono tranquillamente, fino al 15° giorno che precede le elezioni, buttare fuori dalla competizione una lista sgradita ai poteri forti, anche se questa è stata in un primo momento considerata valida ed ammessa alla competizione… Ironia su ironia: spesso, quando siamo noi a tentare di fare valere la Sentenza del Consiglio di Stato del 1994 che sancisce la piena legittimità del nostro simbolo del Fascio Repubblicano, ci sentiamo rispondere dai Soloni delle Commissioni Elettorali che la nostra sentenza è “vecchia”…! Vecchia perché del 1994, mentre la loro mafia pretende di giustificare i suoi abusi in base ad una sentenza di poche righe risalente al 1972!

Potrebbe bastare? Nemmeno per sogno! Apprendiamo nei giorni successivi, dopo esserci rifiutati di sottostare a questo abuso presentando un simbolo alternativo, della nostra esclusione dalle elezioni in virtù di una circolare della Prefettura di Milano! Come si può verificare all’indirizzo: http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=33230. La fonte di tale notizia non è certamente male informata, in quanto è uno dei membri della Sottocommissione di Legnano; costui, contattato da noi, ci ribadisce che la Sottocommissione deliberò all’unanimità la piena liceità della lista del MFL, e che solo dopo la perentoria richiesta del Prefetto tornò a riunirsi ma senza di lui, poiché deciso a non prendere parte ad un simile abuso!

Navigando sul sito ufficiale della Prefettura di Milano, alla voce “circolari elettorali” si trovano vari documenti, ma non quello contenente l’imposizione di eliminare la lista Fascista dalle elezioni di Nosate, il che prova che esistono circolari e circolari… Alcune ufficiali, che vengono divulgate, altre più simili ai “pizzini” di Provenzano, delle quali è bene nascondere l’esistenza! Ci toccheranno un ennesimo ricorso al TAR ed una causa contro il Prefetto di Milano… Vi immaginate come finiranno? Ma dato che al peggio non vi è mai fine in Italia, e che ogni volta che ci si illude di avere toccato il fondo si scopre che è possibile andare ancora più in basso, rimane da analizzare l’argomento TAR; come ricorderanno i lettori attenti, avevo annunciato il ricorso al TAR del Piemonte per ottenere l’annullamento della delibera vergognosa ed illegittima grazie alla quale la lista MFL veniva buttata fuori dalle elezioni provinciali di Torino . Il ricorso è stato depositato, ma è l’unico ricorso elettorale a non essere stato discusso a tutt’oggi! Stranamente tutti i ricorrenti hanno già avuto udienza dal TAR e qualcuno addirittura dal Consiglio di Stato, ma per quanto riguarda il MFL, nulla ci è stato comunicato! In ogni caso, a parte l’ennesima manifestazione di cieco e squallido antifascismo da parte della casta mafiosa dei togati, tutti quanti ricorrono in questi giorni al TAR si vedono dichiarare inammissibili i loro ricorsi, sia dal TAR, sia dal CDS… Perché? Semplicemente perché i TAR, dopo 34 anni di attività (sono stati istituiti nel 1971), si sono accorti, grazie ad una Sentenza del Consiglio di Stato del 24 novembre 2005, che le decisioni delle Commissioni Elettorali non sono più impugnabili immediatamente per ottenere la riammissione d’urgenza alle elezioni…

Dunque tutti i ricorrenti si sentono rispondere che il ricorso pre-elettorale è irricevibile e che esso va presentato dopo le elezioni, per contestare la proclamazione degli eletti e chiedere la ripetizione dell’intero procedimento elettorale! Lascio immaginare al lettore quali siano le concrete possibilità per una lista espressione di un piccolo movimento come il nostro (e tanti altri) di vedersi riconosciute le ragioni spettanti e di ottenere la ripetizione delle elezioni, tanto più se si tratta di elezioni che coinvolgono milioni di cittadini e miliardi di Euro di costi!

E così, nella Repubblica delle Banane gestita dalla cricca mafiosa di resistenti e magistrati collusi, quando un movimento politico non piace a “lorsignori” può essere buttato fuori dalle elezioni per i motivi più disparati (ed illegittimi), senza più avere alcuna speranza di vedere tutelati i suoi diritti di associazione ed i diritti politici dei suoi iscritti. Oggi sarà per mano di un Prefetto in odore di mafia esperto in “pizzini”, domani sarà per un Ufficio Elettorale Centrale composto da magistrati mafiosi, corrotti e naturalmente antifascisti; dopodomani sarà per una Commissione Elettorale che decide di rimangiarsi la decisione di ammettere una lista alle elezioni; successivamente ci penseranno TAR e CDS a frustrare le speranze di vedersi riconosciuti i diritti costituzionali e politici…

Non sarà forse che dandoci la certezza di non avere diritti garantiti vogliono a qualche reazione inconsulta volta a difenderci da soli, in modo tale da avere una scusa più concreta per sbatterci in galera e privarci definitivamente di ogni diritto residuo?

O non sarà forse che vogliono convincerci che la “democrazia è una vecchia puttana circondata da interessati papponi”? Noi ne eravamo già convinti.

Carlo Gariglio
www.fascismoeliberta.it
www.lavvocatodeldiavolo.biz

martedì 16 giugno 2009

Le bugie di Netanyahu e il servilismo dei media

I media strillano che è una grande svolta per la pace in Medio Oriente: Netanyahu ha affermato di essere pronto alla nascita di uno Stato palestinese. Ha poi chiaramente espresso come dovrà essere formato questo stesso Stato (decide lui per i palestinesi, ovviamente).

Non potrà avere un proprio esercito, e dovrà pertanto essere completamente demilitarizzato, con gli USA nel ruolo di garanti per far si che tra le mani dei palestinesi non cada neanche una misera doppietta; non potrà accampare alcuna pretesa di ritorno dei profughi all’interno dei confini israeliani; non potrà avere Gerusalemme come capitale, neanche un pezzetto, perché la città sarà capitale ufficiale dello Stato ebraico; la Palestina, inoltre, dovrà riconoscere Israele come “Stato ebraico” e pertanto come Stato nazionale del solo popolo ebraico.

Le prerogative per sedersi intorno ad un tavolo, anche solo per poter pensare di costituire uno Stato palestinese, sono esattamente queste. Ancora prima, l’ANP del fantoccio Abu Mazen deve togliere il potere con la forza ad Hamas, democraticamente eletto.

E’ esemplare il modo di pensare dei sionisti: si ad uno Stato palestinese, ma solo alle nostre condizioni che non possono essere modificate.

Neanche a dirlo, quei cattivoni dei palestinesi non si mostrano molto ben disposti nei confronti di queste “proposte”.

Già pensare ad uno Stato senza alcun esercito fa ridere qualunque persona dotata di un minimo di intelligenza. Certo, certo… Si capisce bene che per Israele un vicino palestinese senza esercito, senza militari e senza armi sarebbe una vera e propria manna dal cielo. Così lo Stato ebraico potrebbe continuare indisturbato le sue continue violazioni dello spazio aereo palestinese, gli omicidi mirati, gli unilaterali espropri di terre, le azioni di intimidazione contro i pescatori palestinesi, costretti a pescare a non più di 2/3 miglia dalla costa quando in base ai regolamenti internazionali possono spingersi fino a 12.

Fa ridere anche pensare ad uno Stato senza esercito e senza la capitale che reclama da decenni, vale a dire almeno un pezzettino di Gerusalemme.

Uno Stato senza esercito, senza capitale, che non potrà avere nessuna pretesa di diritto al ritorno: se li gestiscano i goym questi arabi maledetti!

Ed è uno “Stato” che dovrà riconoscere Israele come Stato ebraico, cioè degli ebrei, basato cioè su una discriminazione religiosa. Il razzismo in salsa sionista non viene mai chiamato razzismo, bensì patriottismo. Vadano ai goym tutte le lezioni sulla inter-razzialità, sulla mescolanza tra le culture, sul valore del meticciato…

Ma che razza di Stato è uno Stato che non ha esercito (uno dei punti fondamentali per la costituzione di qualunque Nazione), che non può avere alcuna pretesa nei confronti del proprio vicino, che non può avere neanche la parte araba di quella capitale che reclama da decenni?

Semplicemente, non è uno Stato.


Questo ad Israele lo sanno molto bene. Ma – a parere del sottoscritto – contano di riuscire in un altro obbiettivo.

Non solo – in caso di un rifiuto (molto probabile) da parte dei palestinesi – potranno passare come i campioni della pace di contro agli arabi guerrafondai, parte di quella “operazione simpatia” che lo Stato sionista sta attuando per cercare di migliorare la propria immagine.

Ma, costituendo anche una imitazione di Stato palestinese, la Striscia di Gaza non risulterebbe più “territorio occupato”, bensì uno Stato dove Israele non ha più alcuna giurisdizione. Israele, pertanto, potrebbe completamente disinteressarsi dell’emergenza umanitaria. Cosa che fa già da adesso, ma in violazione dei regolamenti internazionali, in base ai quali Israele è lo Stato occupante e la Palestina una porzione di territorio occupata, e pertanto lo Stato ebraico è “costretto” a prendersi cura dei palestinesi. Con uno Stato palestinese senza armi, che non ha pertanto il controllo del proprio spazio interno e aereo e delle proprie frontiere, Israele può continuare ad affamare i palestinesi ma non sarebbe considerato “Stato occupante”.

Stupisce che nessuno dei media, ancor meno quelli italiani, abbia scritto queste semplici dichiarazioni. Viceversa è stato tutto un tripudio di fiori ed incenso per questo Netanyahu desideroso di pace. La tipica pace israeliana, quella del pretendere tutte le agevolazioni senza assumersi alcun obbligo, fosse anche il minimo. E tutti a parlare di Israele che vuole la pace.
Continua l'operazione simpatia. Con la complicità dei media europei.

lunedì 15 giugno 2009

Le "ronde nere", o la solita pagliacciata

Alcuni lettori e camerati mi chiedono di scrivere qualcosa sulle cosiddette “ronde nere” che, lassù al nord, dovrebbero cominciare a pattugliare le strade contro i clandestini, inquadrate in quello che sarà il nuovo Partito Nazionalista Italiano. Informazioni più dettagliate si possono trovare qui: http://it.peacereporter.net/articolo/16046/Arrivano+le+ronde+nere.

Chi conosce, almeno un minimo, la cosiddetta area dell’estrema destra – area nella quale spesso e volentieri veniamo inclusi anche noi, pur senza farne parte in alcun modo – sa bene che un nuovo partito o movimento nasce un giorno si e l’altro pure. E’ una vecchia tattica: se non puoi abbattere il nemico dall’esterno, infilati dentro, snaturalo e dividilo completamente.

Gaetano Saya ha fatto sua questa tattica, e non da oggi. Già nel vecchio sito del MSI era ospitata una sua “mitica” foto dove posava in grembiule massonico, con tanto di squadra e compasso. Già solo questo dovrebbe farci capire la caratura del personaggio, filoamericano e sionista orgoglioso, nonché massone dichiarato.

Qualcuno vuol dire a questi signori che il Fascismo fu antimassonico e che fu il primo e l’unico in Italia a varare una legge appositamente studiata per colpire le associazioni segrete e la massoneria? Che cosa c’entri il Fascismo con i massoni, che pur di abbattere l’unica idea popolare capace di sconvolgere i suoi piani di dominio mondiale hanno creato e diretto una guerra mondiale, è questione che sanno e capiscono solo i tanti imbecilli che sicuramente faranno la fila per tesserarsi al nuovo partito e per partecipare alle ronde.

Senza capire, inoltre, che partecipando alle ronde contraddicono ampiamente gli ideali fascisti, che per questi individui si limitano a qualche saluto romano ed a qualche foto del Duce con la quale pavoneggiarsi nella propria camera da letto.

Perché con l’istituzione delle ronde lo Stato si è di fatto arreso alla criminalità dilagante. Il controllo del territorio è una delle condizioni sine qua non con la quale lo Stato dimostra la propria competenza, oltre alla propria sovranità e alla propria legittimità nei confronti della popolazione. Ora lo Stato italiano delega a coloro che dovrebbero essere difesi, i cittadini, proprio la sicurezza, il controllo delle strade, la lotta alla microcriminalità. In sintesi, dice agli italiani: “Arrangiatevi”. Con buona pace del Fascismo storico, che, tra le prime azioni, inquadrò i giovani camerati nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN), corpo che a tutti gli effetti risultava dipendente dallo Stato.

Ma ormai almeno le persone intelligenti hanno capito il gioco. Qui di Fascismo non c’è nulla, se non l’esteriorità. C’è solo un massone agguerrito che prova a rilanciare la sua immagine e la propria popolarità.

E quindi ecco che ci si mette una divisa, un simbolo a suo tempo utilizzato a suo tempo dalle SS ma non dichiaratamente vietato, qualche infarcitura di nazionalismo e patriottismo qua e là (ma l’unico patriottismo che questi signori hanno partorito in decenni di attività politica è solo quello che vede l’Italia serva di USA e Israele), una copertura mediatica di buon livello, e il gioco è fatto.

Bisognerebbe anche chiedersi perché, mentre il MFL non riesce ad avere alcun supporto dai media se non qualche esiguo spazio, nei giornali si trova sempre il modo di parlare di questo o di quel partito di estrema destra, di nuova o più datata costituzione che sia…

Sarà forse perché lo scopo è quello di mostrare i Fascisti come violenti, dediti esclusivamente alla violenza ed alla sopraffazione dell’altro e del diverso, e privi pertanto di qualunque idea e di qualunque proposta, e quindi noi del MFL c’entriamo come i cavoli a merenda?

Eppure, fino a prova contraria, l’unico partito dichiaratamente Fascista, recante nel nome la parola “Fascismo” e nel simbolo un fascio mazziniano, siamo noi.

Ma noi non siamo utili per certi giochetti. Perché il gioco è sempre quello: creare nuovi movimenti e partiti non solo per frantumare e dividere ancora di più la cosiddetta area “neofascista”, ma portare via tesserati e simpatizzanti a quei pochi movimenti politici che si battono perché l’idea Fascista rimanga viva, senza cesure né pericolose contaminazioni. Noi in primis.

venerdì 12 giugno 2009

Il paradosso: Israele vuole boicottare gli USA

Ho scritto, qualche giorno fa, che Israele non ha assolutamente il senso del ridicolo. Sono costretto a ripetermi.

È notizia recente che Yossi Peled, ministro senza portafoglio del piccolo staterello minacciato nella sua stessa esistenza, ha caldeggiato, in una lettera riservata inviata agli altri ministri che è stata resa pubblica non si sa ancora per quale ragione, pesanti sanzioni economiche contro gli Stati Uniti per costringere questi ultimi a cambiare la loro politica estera nei confronti di Israele. In senso più filo-israeliano, ovviamente.

Quello che emerge nelle ultime settimane è un vero e proprio odio per il Presidente Barack Obama, colpevole di aver semplicemente auspicato una diminuzione degli insediamenti illegali che Israele, sotto gli occhi complici (perché succubi) della comunità internazionale, continua a costruire impunemente a danno dei palestinesi.

Evidentemente ad Israele cominciano a saltare i nervi.

Probabilmente quella operazione simpatia che aveva cominciato un po’ di tempo fa Tzipi Livni, al fine di cambiare l’immagine che gli europei hanno di Israele, non ha funzionato proprio bene. Forse ha fatto effetto solo su Frattini, sempre più realista del re. Certamente non aiuta l’immagine sionista quel Ministro degli Esteri che di nome fa Avidgor Lieberman. Capo di un partito, Ysrael Beiteinu, col quale teorizzò l’espulsione forzata di tutti gli arabi dal suolo israeliano o la fucilazione come collaborazionisti per tutti quei parlamentari arabi della Knesset che avessero avuto contatti con Hamas. Lieberman è colui, in sostanza, che mai troppo velatamente ha caldeggiato l’espulsione degli arabi dalla Palestina ed il loro genocidio. Che recentemente ha affermato che i sionisti dovrebbero combattere Hamas come gli USA fecero con i giapponesi, vale a dire con un bombardamento nucleare (inutile, dato che il Giappone stava già trattando la resa). Questo è il Ministro degli Esteri israeliano, che dovrebbe promuovere l’immagine di Israele nel mondo, e che gode di un vastissimo consenso elettorale e personale all’interno dell’elettorato israeliano. Viene voglia di consigliare agli israeliani di sostituirlo con il secondo ministro degli esteri israeliano, cioè Franco Frattini, il quale è almeno più presentabile.

Eppure, tanto livore israeliano contro gli Stati Uniti è assolutamente inspiegabile. Di più: assolutamente illogico. Gli USA sono l’unico Paese che devolve ad Israele tra i 3 e i 6 miliardi di dollari (il flusso di denaro è talmente imponente che è paradossalmente difficile quantificarlo con esattezza) all’anno – buona parte di questi soldi con l’obbligo di comprare merci e beni americani – a condizioni vantaggiosissime rispetto a tutti gli altri paesi che ricevono aiuti dagli USA, a tassi altrettanto ottimi. Inoltre le armi che Israele riceve dagli USA, con le quali incenerisce giornalmente qualche palestinese e mostra i muscoli ai vicini, sostanzialmente le pagano gli Stati Uniti.

Per non tacere dei circa 10 miliardi di dollari che Israele ha ricevuto negli ultimi anni per comprare merci (a tasso zero) dagli Stati Uniti.

Insomma: il grande benefattore di Israele è proprio l'America.

Eppure, in questi ultimi tempi gli israeliani diventano sempre più paranoici, sempre più bisognosi di sicurezza (ecco perché il successo di Lieberman cresce sempre di più). Questo perché non solo sentono che l’aria sta cambiando – basta una semplice connessione ad internet, disponibile ormai per la stragrande maggioranza dei paesi civilizzati e non, per poter leggere e vedere come gli israeliani si comportino nei confronti dei palestinesi – ma anche perché erano troppo ben abituati con la Presidenza Bush, “estremamente disponibile” nei confronti di Israele.

Eppure il vento sta cambiando, forse. L’ultima operazione di macelleria a Gaza – un vero e proprio massacro compiuto su una popolazione inerme, capace al massimo di lanciare qualche petardo, non ha certamente migliorato l’immagine di Israele all’estero. Le condanne di questo attacco genocida sono arrivate da Richard Falk, Radhika Coomaraswamy, prima da Mary Robinson, in questi giorni da Richard Goldstone, che su mandato ONU deve stabilire i danni fatti da Israele nella Striscia; importanti organizzazioni come Human Rights Watch o “Medici per i diritti umani” hanno inchiodato Israele alle proprie responsabilità, mostrando e dimostrando come lo Stato ebraico abbia sganciato una quantità impressionante di bombe al fosforo bianco, il cui utilizzo è espressamente vietato dalle leggi internazionali contro la popolazione civile in quanto crimine di guerra; la “questione palestinese” riscuote amicizie importanti, sia a destra che a sinistra degli schieramenti politici degli Stati europei.

E sebbene ormai si sia capito bene che Obama si differenzia da Bush solo per il colore della pelle e qualcos’altro di poco conto, non accettano neanche il minimo cenno di indipendenza americana da parte del Presidente negro. Vogliono continuare la mattanza a spese del contribuente americano.

E ci tengono a farlo sapere.

Come minimo, la sortita di Yossi Peled verrà considerata incauta. Perché senza dubbio fa il paio con quella frase che nel 2001, pensando di non essere sentito, disse Sharon ad un suo collaboratore che gli chiedeva se le politiche di annessione dei territori forzati portate avanti da Israele non avrebbero intaccato i rapporti tra quest’ultimo e gli americani: “Ogni volta mi chiedi cosa penseranno gli americani. Voglio dirti una cosa molto chiara: non preoccuparti delle pressioni che verranno fatte contro Israele. Noi controlliamo l’America. E gli americani questo lo sanno molto bene”. Successivamente fu consigliato a Sharon di non esprimere più certe frasi così “incaute”, in quanto una frase del genere poteva dar luogo a manifestazioni di antisemitismo.

Dal 2001 ad oggi le cose non sono cambiate di molto. Gli israeliani sanno di poterselo permettere, dato che il congresso americano è comandato con pugno di ferro dalla lobby sionista.

Quale politico americano oserebbe mai andare contro la lobby israeliana, conoscendo bene l’enorme capacità che ha la stessa di finanziare i candidati (repubblicani o democratici poco importa alla lobby) con immense somme di denaro, di promuovere infuocate campagne di diffamazione contro avversari scomodi, di intimidire – con tutti gli strumenti a sua disposizione – chi solamente osa criticare la politica di Israele nei territori occupati?

La complicità degli americani con la politica sionista è totale, acritica e succube. Ma non permettetevi di dire che loro comandano gli americani: questo non è permesso ai goym, pena l’accusa di antisemitismo con conseguente esilio dal consesso delle persone civili e perdita di tutti i propri diritti. Possono dirlo e farlo solo Yossi Peled, Ariel Sharon e i sionisti. E ogni tanto ci tengono a ricordarcelo, con la loro consueta arroganza.

mercoledì 10 giugno 2009

Alcune rettifiche su "Elezioni europee: una prima analisi"

Alcune notazioni e correzioni da fare sul mio intervento "Elezioni europee: una prima analisi".

Innanzitutto la percentuale degli astenuti non è del 60% bensì del 34% circa. Il mio risultato faceva parte di una prima proiezione non verificata. Percentuale sempre alta: il risultato degli astenuti è comunque preoccupante e da interpretarsi come un fallimento della politica tradizionale. C'è da aggiungere che, nonostante tutto, è anche vero che le elezioni europee sono solitamente sentite meno dagli italiani rispetto a quelle nazionali oppure amministrative.
Il Segretario Nazionale MFL, Gariglio, mi fa notare poi che "Sinistra e Libertà" ha ben poco da rallegrarsi, in quanto se si fosse alleata con i Comunisti avrebbe toccato il 6%. Perfettamente giusto. Ma io volevo dire che per una formazione da poco costituitasi il 3% non è poco. Speriamo che continuino così da queste elezioni in poi.

Si avvicina una Norimberga per Israele?

E’ già a buon punto l’indagine della commissione delle Nazioni Unite inviata a Gaza per accertare la legittimità della condotta dello Stato di Israele nella sua ultima tristemente famosa operazione di macelleria “Piombo fuso”, nella quale sono morti 1400 civili e rimasti ferite circa 500 persone.

Già la nomina della commissione da parte dell’ONU, a suo tempo (qualche settimana fa), aveva suscitato grande indignazione da parte di Israele. Ygal palmor, portavoce del governo dello Stato pirata, aveva affermato che “Le Nazioni Unite hanno perso ogni credibilità” e che “La commissione è stata nominata esclusivamente con lo scopo di danneggiare lo Stato ebraico”.

Chiunque può notare quanto queste lacrimucce siano ridicole e fasulle. E’ senz’altro vero che le Nazioni Unite hanno perso di credibilità, non fosse altro che per decenni, nonostante più di 70 risoluzioni contro la condotta di Israele nei riguardi della popolazione di Gaza, ha permesso l’insediamento illegale dei coloni, la chiusura totale dei valichi, gli omicidi mirati dei membri di Hamas democraticamente eletti, il cecchinaggio su donne e bambini, la costruzione di un muro che taglia letteralmente in due la Striscia, rendendo di fatto impossibili gli spostamenti da una parte all’altra di Gaza, e più in generale l’aggravarsi di una crisi umanitaria di cui Israele è la prima responsabile. Che proprio lo Stato ebraico gridi alla cospirazione è a dir poco clamoroso.

Come è altrettanto fasulla e ridicola l’accusa che la commissione, a suo tempo, sia stata messa su a bella posta per danneggiare Israele. Chi avranno messo a capo della commissione quei cattivoni dell’ONU? Qualche negazionista dell’olocausto? Un pericoloso antisemita? Un neonazista? Un fascista? Un revisionista? Un islamico? Niente di tutto questo. L’inchiesta è stata affidata a Richard Goldstone, che a sua volta collaborò con il Tribunale Penale Internazionale per la ex Jugoslavia ed il Ruanda, ex giudice della Corte Costituzionale sudafricana ma, soprattutto, ebreo. Difficile, quindi, accusarlo di antisemitismo.... A Goldstone si affianca Christine Chinkin, specializzata in diritto europeo, Hina Dilani, giudice della Corte Suprema del Pakistan, Desmond Treves, ex colonnello irlandese.

Lo stesso Richard Goldstone ha riferito al Jerusalem Post, qualche tempo fa, di essere rimasto particolarmente sorpreso nell’apprendere di essere stato chiamato a presiedere questa delegazione proprio in quanto ebreo.

In Israele, evidentemente, non hanno il senso del ridicolo.

Nonostante tutto Goldstone aveva rassicurato che la commissione sarebbe stata il più obbiettiva possibile. Sembra che abbia mantenuto la parola.

In particolare, il gruppo di indagine dell’ONU doveva accertare se il comportamento dei soldati sionisti era in linea con i regolamenti e le leggi di guerra, e se lo Tsahal non si sia macchiato di gravi violazioni al diritto internazionale e di crimini nei confronti della popolazione palestinese.

I soldati dello Tsahal erano stati accusati, da varie organizzazioni umanitarie, palestinesi e non, di aver infierito brutalmente contro la popolazione civile.

Human Rights Watch ha pubblicato, riguardo all’operazione “Piombo Fuso”, un rapporto in cui testimoniava l’utilizzo del fosforo bianco contro i civili di Gaza. La Convenzione di Ginevra stabilisce che il fosforo bianco è un’arma convenzionale, che può pertanto essere utilizzato nei conflitti militari; tuttavia, il suo utilizzo in aree densamente abitate (e Gaza è un’area densamente abitata, pure troppo) costituisce senza eccezioni un crimine di guerra.

Dopo alcuni tentennamenti, Israele aveva ammesso di aver usato il fosforo bianco, ma non contro civili. Il rapporto di HRW smentisce anche queste dichiarazioni, sostenendo che le bombe al fosforo (M825) sono state usate proprio contro i civili in modo deliberato e sproporzionato.

Riguardo questo utilizzo sistematico Human Rights Watch cita anche alcuni episodi ben documentati. Il caso più clamoroso è quello di una scuola-rifugio dell’ONU, dove durante i bombardamenti circa 700 persone cercarono rifugio, e dove una pioggia di bombe al fosforo bianco durò per diverse ore, nonostante i funzionari dell’ONU avessero telefonato più volte ai comandi militari israeliani per testimoniare la sola presenza di civili nell’edificio e chiedere pertanto l’immediata cessazione dell’attacco.

Altra vicenda è quella della famiglia Abu Halima, la cui casa fu centrata da un M825 uccidendo tre civili, alcuni bambini.

Però… si, c’è un però. Israele, infatti, non ha firmato l’ultima ratifica della Convenzione, e pertanto, molto probabilmente, non potrà essere incriminata per questa violazione.

Ma non è solo questo. Radhika Coomaraswamy, delegato ONU, testimoniò in marzo che Israele utilizzava adolescenti e bambini come scudi umani, al fine di difendere i propri soldati dagli attacchi. Anche questa azione è vietata dai regolamenti internazionali, e dovrebbe costituire crimine di guerra.

Ancora. L’associazione (israeliana) “Medici per i diritti umani” ha accusato l’esercito israeliano di aver impedito al proprio staff sanitario di soccorrere i feriti. L’associazione cita 16 morti tra medici, infermieri ed autisti.

Non basta. Anche l’ONU ha avviato una richiesta di risarcimento danni ad Israele per il danneggiamento di numerose infrastrutture che recavano, chiaramente ed inequivocabilmente, il contrassegno delle Nazioni Unite. Ne abbiamo già parlato qui: http://chessaandrea.blogspot.com/2009/05/lonu-condanna-israele-ma-i-nostri.html.

E tanto altro si potrebbe dire. Numerose testimonianze hanno riferito di soldati israeliani che bombardano un edificio in cui poco prima hanno fatto entrare una famiglia; o di esecuzioni di intere famiglie; diversi testimoni hanno riferito di soldati israeliani che, sui muri delle case palestinesi, scrivevano messaggi come “Morte agli arabi”.

Per tacere delle magliette di cattivo gusto che i soldati, nei giorni immediatamente successivi all’operazione, mostravano con goliardia. Ne abbiamo parlato qui http://chessaandrea.blogspot.com/2009/03/ironia-ebraica.html. Ma qui si tratta, per l’appunto, di un cattivo gusto e di un disprezzo totale per la vita che nessuna legge internazionale potrà mai regolamentare.

Questo ed altro deve accertare Goldstone e la sua commissione. Una parte del lavoro sembra essere già stata avviata. Lo scorso venerdì la delegazione – dopo aver raccolto testimonianze, visitato gli edifici bombardati e i campi profughi dove gran parte della popolazione palestinese vive in una situazione di estrema povertà, accertata la condizione di totale isolamento in cui si trova Gaza a causa del blocco israeliano – ha lasciato la Striscia. Goldstone ha definito la cooperazione di Israele “deludente” (ma è già molto che li abbiano fatti entrare), ma allo stesso modo si è congratulato con i palestinesi per l’estrema disponibilità dimostrata, promettendo di farne menzione nel rapporto.

Attualmente sembra lontana, lontanissima, l’eventualità di un consesso internazionale che giudichi i crimini dello Stato pirata. Istituire un Tribunale Internazionale per i crimini di guerra è un’operazione che, solo a livello diplomatico, è di una complessità spaventosa, ancor più se si pensa all’incredibile supporto di cui lo Stato ebraico gode grazie agli USA. La sola evidenza dei crimini, purtroppo, da sola non basta. Ma la speranza è l’ultima a morire. Questa volta, per giudicare i loro crimini, non ci sarebbe neanche bisogno di inventarseli, contrariamente alla prima ed unica Norimberga.

Quel che è certo è che il mondo, e sempre di più l’opinione pubblica mondiale, comincia a prendere coscienza, dopo decenni di servilismo e di disinformazione da parte dei politici e dei media europei, di chi sono i carnefici e le vittime. Sarà una nuova Norimberga?

Fonti:
http://italian.irib.ir/index.php?option=com_content&task=view&id=6779&Itemid=22;

http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2009/06_giugno/01/mo_goldstone_a_gaza_ma_civili_palestinesi_scettici_-_focus,19377256.html?pmk=rss;

http://www.infoaut.org/articolo/al-sudafricano-goldstone-linchiesta-dellonu-ma-israele-protesta/;

http://www.infoaut.org/articolo/israele-ha-usato-il-fosforo-in-modo-deliberato-e-sproporzionato;

http://www.infoaut.org/articolo/i-gazawi-possono-piangere-stanotte;

http://www.infoaut.org/articolo/thsal-specchio-disraele;

http://www.infoaut.org/articolo/bambini-usati-come-scudi-umani;

http://www.reset-italia.net/2009/01/10/human-rights-watch-israele-usa-fosforo-bianco/;

martedì 9 giugno 2009

Elezioni europee: una prima analisi

Una prima e veloce analisi delle europee mi fa pensare quanto segue.

Nonostante un vero e proprio sciacallaggio mediatico contro Berlusconi che, come al solito, sembra improvvisato a bella posta proprio per metterlo in difficoltà alla vigilia delle elezioni, il Governo di destra ha retto. E ha retto anche bene. Per negare questa evidenza la sinistra deve accontentarsi di far notare che si, ha vinto, ma non ha stravinto. Insomma: ci ha battuto, ma non ci ha umiliato. Contenti loro…

E si che a parere del sottoscritto Berlusconi ha rischiato seriamente di sbancare (prova ne siano l'enormità di preferenze, due milioni e settecentomila). Il calo – comunque lieve – del PDL si deve molto probabilmente a quella parte dell’elettorato destrorso che si è sentito “deluso” dai comportamenti di Berlusconi che la campagna di denigrazione messa in atto da una certa stampa (La Repubblica in prima fila) ha messo in risalto. Certo, il premier ci ha perso un po’ anche in coerenza. Tutto quello straparlare della famiglia, dei valori, della moralità, mal si coniuga con le ragazze nude che passeggiano per Villa Certosa. Ma che a destra (così come in tutto lo scacchiere politico) si predichi bene ma si razzoli male lo si sapeva già, anche senza guardare le foto che El Pais ha – molto scorrettamente – inserito sul proprio sito internet proprio alla vigilia delle europee.
Molto ha danneggiato la destra Gianfranco Fini; che, in questi ultimi mesi, ce l'ha messa tutta pur di apparire più a sinistra di Diliberto: antiberlusconismo mal nascosto, si ai diritti gay, lotta al razzismo e all'antisemitismo, solidarietà con gli immigrati. Il risultato è che una buona percentuale di chi un tempo votava Alleanza Nazionale si è affidata al nord alla Lega, al sud a Di Pietro (che, nonostante sia a sinistra, è ideologicamente di destra), con buona pace del tanto desiderato 45% da parte di Berlusconi. Quando qualcuno vi parla di Fini come "un buon politico", ricordategli questo particolare delle elezioni europee. Lungimirante Fini.

Gli italiani, o meglio quei pochi tra noi che sono andati a votare, per i quali le elezioni europee altro non sono che uno specchio di quelle nazionali, hanno privilegiato argomentazioni più attuali e più pratiche: la lotta all’immigrazione selvaggia che sta portando avanti questo Governo, e che sortisce qualche risultato positivo, è stato uno dei cavalli di battaglia che ha permesso alla coalizione di Governo di reggere.

Ma anche il PD deve esultare. Aveva rischiato, con quel genio di Dario Franceschini, di rimanere in mutande anche in Europa, e invece rimane solo 9 punti percentuale lontano dalla destra. Poteva andare anche peggio.

Guardiamo alla cosiddetta “area neofascista”. Fiamma Tricolore aumenta di poco la propria percentuale: per loro meglio aumentare, anche se di poco, che diminuire. Stupisce invece lo scarso risultato della Destra, dei Pensionati e del Movimento per l’Autonomia: era previsto qualcosa di più.

A sinistra, invece, rimangono intorno al 3% sia i Comunisti di PRC e Comunisti italiani, sia Sinistra e Libertà di Vendola. Se tale risultato è scadente per PRC e Diliberto, è confortante per una formazione, come Sinistra e Libertà, relativamente nuova e che si proponeva come una sinistra nuova, lontana dal vecchio carrozzone rosso. La scelta, evidentemente, ha pagato.

Ma, al di là di tutto, stupisce il fortissimo dato di astenuti: circa il 60%. Ciò significa che a votare sono andati molto meno della metà degli aventi diritto. Segno di un sistema politico sporco e corrotto, che allontana sempre più elettori?