martedì 20 febbraio 2018

La strage di Sciacca e l'ennesima figuraccia degli animalisti

Una mattanza, una strage: è questo ciò che è accaduto a Sciacca, paesino siciliano in cui sono stati ritrovati morti, a causa di esche avvelenate, decine e decine di cani che hanno avuto il solo torto di essere nati randagi, in una zona come il sud Italia dove questo equivale a morte certa.

Lo stesso sindaco di Sciacca, Francesca Valenti, è stata oggetto di attacchi – anche minacce di morti – soprattutto a mezzo internet per non si capisce bene che cosa: non è certo colpa della Valenti se in questa Nazione il problema del randagismo è diventato una vera e propria piaga.

Certo, c’è una strana, stranissima coincidenza tra la strage di cani avvenuta a Sciacca – le stime degli animalisti del luogo parlano di più di 150 cani – e il fatto che proprio in quei territori passeranno, tra qualche mese, i corridori del Giro d’Italia. Animalisti che, dal canto loro, hanno dimostrato, ancora una volta, come spesso dalla ragione si possa passare al torto, con minacce ed insulti immotivati al sindaco di Sciacca che si è trovata, suo malgrado, a dover gestire una situazione agghiacciante.


Noi continuiamo a pensare che una persona che scientemente avvelena decine e decine di cagnolini possa essere curata in un solo modo: con un proiettile alla tempia.

lunedì 19 febbraio 2018

Si, "caro" Renzi: siamo anti-italiani



Qualche giorno fa, alla commemorazione delle vittime di Sant’Anna di Stazzema ad opera delle truppe nazionalsocialiste presenti sul suolo italiano (una strage provocata ad arte dai partigiani), Matteo Renzi ha affermato che chi “non è antifascista non è degno di essere italiano”.

Parole fortissime contro le quali ben pochi, specialmente tra i partiti di destra “costituzionalizzati”, hanno avuto qualche cosa da ridire?

Che in zona PD si cominci a fiutare l’odore della batosta che verrà dal 4 marzo in poi? Lo stesso Renzi, stando ad alcune voci di corridoio, aveva mal digerito la manifestazione antirazzista di Macerata che ha avuto il solo scopo, secondo lui, di spostare ulteriormente l’asse degli indecisi verso destra. Del resto non ci vuole un gran fiuto politico (di cui Renzi, tra l’altro, è ben dotato) per capire che se degli immigrati irregolari scuoiano viva una ragazzina, e tu fai una manifestazione in favore dell’immigrazione clandestina senza citare nemmeno per sbaglio Pamela, qualcuno un po’ riesci a farlo inc*****e.

In un certo senso Matteo Renzi ha ragione: se essere italiani significa accettare uno Stato che discrimina i suoi stessi cittadini per far spazio a centinaia di migliaia di criminali africani che ingrassano solo le coop di sinistra a fronte di disagio sociale, criminalità, insicurezza; se essere italiani significa avere una partita Iva e dover pagare il 75% di tasse per poi sentirsi anche dire che chi paga dovrà pagare ancora di più anche per conto dei morosi; se essere italiani significa avere una classe politica di corrotti, mafiosi, ladri e puttane che hanno molto più a cuore il benessere degli stranieri africani che quello dei loro connazionali africani; se essere italiani significa difendersi da un ladro e stare, sempre e comunque, dalla parte del torto perché qualche magistrato rosso ti iscriverà nel registro degli indagati per eccesso di legittima difesa; se essere italiani significa attendere mesi e mesi per una radiografia, anche se sei un malato di tumore all’ultimo stadio; se essere italiani significa questo e molto altro, allora siamo ben lieti di essere anti-italiani. 

Perché lo Stato che vogliamo costruire e in cui sogniamo di vivere è uno Stato che pensi prima di tutto ai suoi cittadini, e solo dopo agli stranieri; perché lo Stato che vogliamo è uno Stato in cui, a fronte di una tassazione “umana”, in cui ciascuno possa pagare con equità e secondo le proprie capacità con servizi efficienti; perché lo Stato che vogliamo significa poter sparare a qualcuno che entra in casa nostra con l’intenzione di rubare e/o di farci del male, e non finire sulla graticola; perché lo Stato che vogliamo è uno Stato che si prende cura dei più deboli, dei diseredati e degli sfortunati. 

A sinistra, insomma, provano la solita vecchia tattica: compattare, attorno al presunto pericolo di un presunto fascismo che ritorna, quanti più elettori possibili verso il PD, unico argine di questa deriva. Lo fa nel modo peggiore: privando (per ora solo dialetticamente) la controparte di una sua legittimità, perfino di una sua dignità: non siete degni di essere italiani, non avete alcun diritto a partecipare alla vita politica di questo Paese. Il segretario del PD non è nuovo a questo genere di trucco: qualche anno fa, in piena invasione africana, da un palco che lo acclamava disse (cito a memoria) “Noi non siamo contro gli immigrati! Noi non siamo mica bestie!” dando ad intendere, ovviamente, che chi invece chiede a gran voce regole certe per fermare l’immigrazione illegale una bestia lo sia davvero. Come è finita l’arroganza di Renzi lo sappiamo tutti: la sua faccia di bronzo umiliata dopo il referendum costituzionale e le sue dimissioni (a proposito: ma non disse che se avesse perso quella votazione non avrebbe più fatto politica?).

Speriamo che il 4 marzo si assista ad un bis ancora più divertente.

venerdì 16 febbraio 2018

I buoni sono da oggi ancora meno buoni. E la cosa non ci stupisce nemmeno un po'



Che le ong non fossero quelle umane e caritatevoli organizzazioni umanitarie pronte spontaneamente ad aiutare il prossimo l’avevamo già capito qualche anno fa, quando iniziarono, senza alcuno scrupolo per la destabilizzazione sociale portata di forza nelle nazioni europee (Italia fra tutte), ad inondarci di clandestini che andavano (anzi: vanno) addirittura a prendere sulle coste africane per poi scaricarle qui da noi, tra hotel di lusso, paghette con ricarica telefonica e wifi assicurato. La loro malafede era poi diventata palese quando l’ennesimo governo di centrosinistra non eletto, nel tentativo di arginare quella immigrazione di massa di africani che pur aveva contribuito in maniera importantissima a fomentare e che rischiava di diventare una vera bomba sociale (ricordate le manganellate sulla folla, tra cui donne e bambini, di cittadini che avevano cominciato a protestare, da una città all’altra, per impedire l’arrivo in massa di presunti profughi nei loro paesi?) aveva loro imposto una sorta di vademecum per poter continuare a scaricare il loro materiale umano in Italia, con tanto di Fratelli d’Italia che condusse una vera e propria battaglia in Parlamento (poi fortunatamente vinta) per costringerle, almeno quelle che usufruivano di soldi pubblici, a rendicontare al governo come venivano spesi quelli stessi soldi: pochissime ong aderirono a quella sorta di concordato col governo, mentre le altre preferirono ritirarsi da quello che, fino a poco tempo prima, era stato un assai lucroso affare di centinaia e centinaia di milioni di euro nel traffico di esseri umani.

Questi giorni veniamo a scoprire che i buoni, che non erano così buoni, sono ancora meno buoni. Il vaso di Pandora è stato scoperchiato: la ong Oxfam, organizzazione che fu particolarmente attiva durante il terremoto di Haiti, è stata accusata di aver organizzato, sfruttando anche la popolazione locale, orge sessuali e festini sadomaso, col benevolo aiuto delle prostitute haitiane. Uno scandalo enorme, fatto di stupri dei funzionari della multinazionale alle adolescenti haitiane, festini con prostitute, droga e rituali orgiastici, di cui siamo venuti a conoscenza grazie ad una inchiesta sul Times del 9 febbraio scorso, tanto da costringere alle dimissioni la direttrice Penny Lawrence.

Medici Senza Frontiere, l’organizzazione internazionale che è stata particolarmente attiva nella tratta di schiavi dalle coste africane a quelle italiane, ha invece dichiarato in queste stesse ore di aver accertato, all’interno delle sue strutture e perpetrati da suoi funzionari e dirigenti, ben 40 casi di molestie e abusi sessuali.

Da delle organizzazioni al soldo di Soros e dei Rotschild, ammantate di immigrazionismo, buonismo e terzomondismo d’accatto, ci aspettiamo questo ed altro. I buoni, insomma, non sono così buoni come volevano far credere. E la cosa non ci stupisce nemmeno un po’.

"Stop Soros": così l'Ungheria dà un altro schiaffo ai buonisti pro-invasione



Più esplicita di così non potrebbe essere: la legge che il governo ungherese di Viktor Orban ha appena presentato al Parlamento nazionale si chiama “Stop Soros” (il miliardario ebreo deus ex machina di tantissime crisi economiche – come la svalutazione della lira negli anni Novanta – e noto finanziatore delle ong pro migranti che hanno costituito una vera e propria testa di ponte per l’invasione africana): le ong saranno sottoposte ad accurate visite ispettive, avranno l’obbligo di rendicontare i bilanci direttamente al governo e, più in generale, saranno fortemente private della enorme libertà di azione che ha contribuito così fortemente a destabilizzare le nazioni europee con il massiccio e costante arrivo di immigrati clandestini, in primis africani. 

Dopo l’istituzione di un gigantesco muro di confine – con tanto di guardie armate e filo spinato – per bloccare la rotta balcanica dell’immigrazione clandestina (che ha tato indignato le anime belle pro-invasione ma ha salvato la nazione ungherese dall’arrivo di centinaia di migliaia di immigrati irregolari all’interno del suo territorio) l’Ungheria compie un ulteriore passo avanti nel nome del totale ripristino della sua sovranità nazionale e del rispetto dei suoi confini.

Prendiamo esempio: si può fare!

giovedì 15 febbraio 2018

Su Pamela crolla il castello di carte della sinistra



La muraglia di sabbia che questa sinistra criminale ha eretto attorno ad Innocent Oshegale inizia a crollare miseramente. Le uniche cosa ancora da accertare, sull’omicidio di Pamela, è chi l’abbia accoltellata mortalmente. Su tutto il resto non ci sono dubbi.

Pamela non è morta per overdose, come ci hanno detto (una versione un po’ più morbida del “se l’è cercata”): è stato un omicidio efferato e, forse, hanno cominciato a vivisezionarla quando era ancora viva. Il fatto che non si trovino ancora parti di corpo come il cuore e il fegato, poi, rimanda ai riti vudu e primitivi della mafia nigeriana, al mangiare le parti vitali di un altro essere umano per incamerarne la forza e la vitalità.

Abbiamo mantenuto in un hotel a 4 stelle uno spacciatore, un criminale e, in sintesi, un miserabile sub animale, tra materiali di pregio, Jacuzzi, wifi e schermo televisivo in alta definizione, con ricariche telefoniche e buoni pasto che gli italiani in difficoltà economica si sognano.

Chi ci ha chiesto asilo, chi ha mangiato ed è stato ospitato a nostre spese, ha ucciso una nostra connazionale di 18 anni in un modo che una mente anche solo vagamente normale non può considerare senza rabbrividire, per poi berne il sangue come rito di iniziazione per la mafia nigeriana. Sembra di essere finiti in “Cannibal Holocaust” di Deodato o, peggio, indietro di duemila anni, esattamente come sono ancora i popoli incivili e non evoluti ai quali abbiamo spalancato le nostre porte.

In una Nazione ancora degna di definirsi tale saremmo passati già da tempo alle fucilazioni in pubblica piazza.

martedì 13 febbraio 2018

"Non datela ai fascisti"? Dormi tranquilla, Cecì

“Non scopate con i Fascisti, non fateli riprodurre”: la scritta campeggia nell’immagine profilo Facebook della figlia di Gino Strada, Cecilia, che ci tiene, da par suo, a dare un affettuoso consiglio alle sue amiche e compagne. La classe non è acqua e la Cecilia dimostra di essere figlia di cotanto padre, il babbino Katanga, che in gioventù militava in uno dei gruppi universitari di estrema sinistra più violenti e più radicali della facoltà di Milano.

Sicuramente c’è un’evoluzione nel pensiero politico degli Strada che, notiamo con piacere, un po’ si stanno ammorbidendo. Il babbino Gino, partecipando alla pagliacciata di Macerata, qualche giorno fa ha sentenziato che i gruppi fascisti devono essere sciolti (chi siano i gruppi che devono essere sciolti, ovviamente, non lo decide la Magistratura bensì loro dall'alto della loro indiscutibile superiorità morale); ora la figlia, degna di tal popò di genitore, consiglia alle compagne di non darla ai fascisti.

Col passare degli anni la famiglia Strada si sta ammorbidendo, e questo non può che farci piacere. Dalle chiavi inglesi date sulla testa degli avversari politici si è passati allo sciopero vaginale delle sinistrate: è pur sempre un passo avanti.


Comunque, Cecì, dormi pure tranquilla. Visto il livello medio delle sinistrate – rancorose, urlatrici, sboccate, volgari, sguaiate, sciatte e, cosa non meno importante, con una scarsissima propensione alla pulizia e al decoro (esempio lampante sono quei disgustosi capelli rasta) – l'unica cosa che addosso a voi potremmo mai appoggiare è la birra. Anzi, nemmeno quella.


sabato 10 febbraio 2018

Gli anti-italiani di Macerata



Sarebbe stato bello, almeno oggi, poter chinare il capo e ricordare in religioso silenzio le migliaia di italiani massacrati dai partigiani titini e italiani uccisi, seviziati e gettati nelle foibe. Ma è un lusso che non possiamo permetterci.

Due avvenimenti rendono plasticamente l’idea di quanto questo Stato sia infame verso i suoi stessi concittadini e di quanto, allo stesso tempo, sia così pervicacemente suicida nell’accettare e nel coccolare l’invasore africano che viene qui per stuprare, uccidere e rubare.

Proprio mentre la cronaca ci dice che Pamela è stata pugnalata da viva, quasi sicuramente stuprata, e ciò è stato fatto non da una bensì da più persone, a Macerata la parte peggiore di questa Nazione manifesta a fianco di decine e decine di sbandati africani che non dovrebbero essere nemmeno qui, con a fianco tutti i peggiori rottami di questa sinistra disumana e cresciuta nell’odio più vergognosamente anti-italiano: ANPI, Gino Strada, Sabina Guzzanti, e altre miserabili canaglie. Non una sola parola per Pamela, una nostra connazionale la cui vita, già disastrata di suo, è finita fatta a pezzi in due valigie; non un solo pensiero per le centinaia di italiani che, da anni, subiscono sulla propria pelle il miserabile inferno di integrazione e di società multirazziale che la sinistra è riuscita a costruire sul suolo Patrio, fatto di stupri, violenze, spaccio di droga e, più in generale, criminalità e degrado. La parola d’ordine è la lotta contro le destre e contro i Fascisti, il leit-motiv di questa banda di canaglie che sperano di ricompattare attorno all’odio politico proprio della loro parte una popolazione sempre più delusa, sempre più impoverita, sempre più incazzata – come ha ben dimostrato il gesto di Luca Traini.

Un gruppo di miserabili comunisti bastardi che, proprio nel giorno del ricordo delle foibe, si raduna con cessi sociali, sinistri di vario genere e immigrati irregolari, alcuni dei quali, forse responsabili dell’omicidio e del massacro di Pamela: questa è l’immagine più chiara e peggiore di questa miserabile Italia antifascista.