lunedì 10 luglio 2017

Gianni Scarpa e lo stabilimento fascistissimo: voi siete più ridicoli di lui



Diversi anni fa il comico italiano Corrado Guzzanti prendeva in giro i fascisti e la loro spinta colonizzatrice con lo spettacolo “Fascisti su Marte”. Oggi ci pensano gli stessi Fascisti, o presunti tali (quelli che il mio Segretario Nazionale, Carlo Gariglio, ha ormai etichettato definitivamente come “fascisti all’amatriciana”), a fare i buffoni. E, diversamente da Guzzanti, che almeno era bravo e divertente, questi qui non fanno ridere nemmeno un po’.

Facebook – che ritengo utile almeno per sondare, molto genericamente, dove si muove la nostra corrente – è tutta in visibilio per il gestore di uno stabilimento balneare di Chioggia che, come riportato da diversi giornali nazionali, ha trasformato la sua attività in una sorta di museo del Fascismo: all’ingresso un grande cartello che precisa: “Qui vige il regime! Non rompete i c….!”; più avanti si precisa: “Servizio solo per i clienti, agli altri manganello sui denti!”; foto del Duce più o meno dovunque; proclami mussoliniani sparati dagli altoparlanti dello stabilimento; declamazioni di questo tenore: “Mi fa piacere vedere che voi clienti non siete come l’altro 50% della merda che c’è in giro e che andrebbe eliminata dalla faccia della terra”; e via dicendo.

Ora, sorvoliamo sulla rabbia bavosa degli antifascisti in servizio permanente ed effettivo. Il questore di Venezia, con la DIGOS, ha già effettuato un sopralluogo per la chiusura dello stabilimento. Nel recarsi sul posto, ovviamente, non ha notato le decine e decine di clandestini che vendono merce taroccata lungo tutto il percorso degli stabilimenti balneari, ma tant’è…

Quello che veramente infastidisce il sottoscritto è la reazione di coloro che dovrebbero appartenere al nostro mondo: sono tutti orgogliosi del gestore dello stabilimento, tutti lo omaggiano e finanche lo idolatrano, tutti lo sostengono. Non so se l’entusiasmo che coglie i fascisti all’amatriciana anche davanti all’ultimo dei saltimbanchi sia più ingenuo o più stupido.

Davvero vi esalta lo stabilimento balneare di un megalomane dove l'idea Fascista viene derubricata in un grande circo Barnum con tanto di cartello "Camera a gas" per indicare la zona caldaia? Davvero pensate che queste buffonate, dove uno svitato si mette su una passerella di legno con le braccia sui fianchi e il mento verso l’alto imitando il Duce, possano fare bene alla Nostra Idea?

Siete ridicoli quanto e più di lui.

venerdì 7 luglio 2017

Vertice di Tallin: l'ennesimo schiaffo in faccia per l'Italia



Il vertice di Tallin, dove il governo italiano sperava di ricevere qualche pacca sulle spalle, si è risolto in sonori calci in faccia. 

Nelle parole del Ministro dell’Interno Marco Minniti c’è tutta la faccia di bronzo di un governo che non si sa se sia più incapace o più criminale nel gestire il dramma dell’invasione che l’Italia subisce ormai da qualche anno ad opera di genti stranieri che vedono nel nostro Paese una terra di conquista.

“I ministri dell’Interno Ue hanno raggiunto un accordo sulla necessità di accelerare il lavoro collettivo nell’attuazione delle seguenti azioni prioritarie per ridurre la pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale e rafforzare il sostegno all’Italia: aumentare l’impegno per la Libia e altri Paesi terzi chiave; rivedere e coordinare meglio le operazioni di search and rescue (codice condotta ong); e i rimpatri”.

È un insieme di belle promesse ma, nei fatti, nulla è stato fatto. Mentre Minniti afferma che “sulla chiusura dei porti ci sono posizioni contrastanti” le posizioni, invece, sembrano essenzialmente due: da una parte l’Italia, che continua con la scellerata politica dell’invasione (è stato arruolato anche il cazzaro Tito Boeri, Presidente dell’INPS, che solo fino a qualche mese fa rassicurava sulla tenuta dei conti e ora grida alla tragedia se non verranno altri immigrati a pagarci le pensioni); dall’altra tutti gli altri Stati europei – con in prima fila Francia, Spagna e Austria (che ha addirittura schierato l’esercito ai confini dell’Italia per impedire che dal nostro Paese i clandestini possano passare nel loro) – che cercano, come è giusto che sia, di difendere i propri confini. Perfino Macron, fino a qualche giorno fa idolo della sinistra liberista e erasmiana e fancazzista, ha candidamente affermato che la difesa dei confini francesi on è in discussione. Più chiaro di così.

Che cosa ha portato a casa, l’Italia? Il minimo sindacale: elenchi dell’equipaggio delle ONG e obbligo di rendere pubblici i finanziamenti alle ONG. La prima cosa ci pare il minimo; la seconda ci si dimentica di ricordare che è già legge, grazia ad una proposta di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

Sembravano cose scontate che si dovesse sapere nome e cognome degli scafisti internazionali e come prendono i soldi. Scopriamo, invece, che non lo è.

Uno Stato forte, che abbia a cuore la difesa dei propri confini, prenderebbe atto di ciò che è lampante ed evidente: che la strategia europea in tema di immigrazione ha fallito e che l’Italia sta pagando il prezzo più alto di tutti. Vista sola, un governo forte difenderebbe le frontiere nell’unico modo possibile: con le armi.

L'emergenza migranti va vista per quello che è: un atto di guerra contro il nostro continente e l'Italia.

Affondare i barconi, imporre la legge marziale in territorio marittimo italiano, minare con bombe marine le rotte dei trafficanti, confiscare le navi delle ONG ed arrestare tutti gli appartenenti alle stesse, internare in appositi campi ed espellere tutti gli irregolari, eseguire incursioni nei porti libici per distruggere i gommoni.

Tutto il resto sono stronzate. O vertici di Tallin.

giovedì 6 luglio 2017

La terra Le sia lieve, Doddore



La Sardegna ha perso un uomo. Un uomo vero. Un uomo che – a prescindere dalle sue idee, condivisibili o meno (e per noi non lo erano e non lo sono, essendo la Patria una, sacra e indivisibile) – ha avuto il coraggio di lottare e di morire fino alla fine per quello in cui credeva. Senza che nessuno sottoscrivesse alcuna petizione per lui, senza che nessun giornalista si mobilitasse per le sue istanze, senza alcun comitato di opinione come se ne sono formati tanti (per difendere l’assassino di bambino Achille Lollo, per esempio, si mobilitarono addirittura quei fiancheggiatori di criminali che rispondono al nome di Franca Rame e di Dario Fo).

È morto da solo, Doddore Meloni, ed ha avuto il coraggio di fare quello che un altro politico ben più esperto di scioperi della fame (rivelatisi sempre più o meno fasulli, come fasullo era il personaggio che li faceva) non ha fatto mai, preferendo lo spettacolo alla coerenza: andare fino in fondo. 

Doddore Meloni – fiore all’occhiello dell’indipendentismo sardo – è morto a causa dello sciopero della fame condotto contro questo Stato che egli vedeva come straniero, come usurpatore, e aveva avuto il coraggio di colpirlo, questo Stato, dove gli fa più male: “Non si pagano le tasse agli stranieri”. Avevano provato a piegarlo già quarant’anni fa per il suo (forse maldestro) tentativo di avvicinamento a Gheddafi, avevano provato a silenziarlo quando aveva occupato l’isola di Malu Entu, davanti ad Oristano, con tanto di comunicazione di indipendenza inviata alle autorità italiane. Fino a quel momento, tutto era stato più o meno passabile. Ma sulle tasse no. Sulle tasse lo Stato non scherza. Per farlo pagare lo avevano inseguito addirittura con diverse volanti, lui sulla sua Panda rossa e quegli altri dietro con lampeggianti e sirene. 

Doddore stava antipatico un po’ a tutti noi perché ha avuto il coraggio, lui con quella sua ostinata testardaggine tipicamente sarda, di metterci crudelmente davanti alle nostre mancanze, ai nostri limiti, alle nostre debolezze: il coraggio di andare fino in fondo, di resistere, anche quando tutto crolla, anche quando la nave si sta inabissando definitivamente. Chi di noi ha mai avuto quel coraggio? Chi di noi avrebbe il coraggio di fare come lui, lasciarsi morire di fame per ciò in cui si crede?

Aveva forse torto, Doddore? Non è forse vero che questo Stato è ormai diventato estraneo, per non dire nemico, ai suoi stessi cittadini? Uno Stato che tartassa al 70% le piccole imprese, che chiude gli ospedali, che insegue gli anziani per arretrati di 30 euro, che esporta laureati e importa fancazzisti africani: può considerarsi legittimo? Uno Stato che condona ad un pilota di motociclismo l’evasione di decine di milioni di euro, che permette la permanenza delle multinazionali e dei loro paradisi fiscali grazie ai quali non pagano le tasse, e che poi insegue con volanti e gazzelle un signore in Panda per qualche migliaio di euro: può considerarsi giusto?

Saint-Paulien, nel suo “I leoni morti” in cui ricordava l’eroica, disperata e tragica difesa di Berlino da parte degli ultimi reparti europei fedeli al Terzo Reich, scrisse: “Ciò che conta in guerra non sono i semplici uomini, ma l’uomo come soldato capace di difendere fino in fondo un brandello di terra o, all’estremo, un brandello di idea”. 

La Sardegna perde per i più un politico, per altri un indipendentista, per me un uomo ed un soldato. A prescindere da tutto, anche dalle sue idee, che non ho mai sostenuto.

La terra Le sia lieve, Doddore.

martedì 4 luglio 2017

Emergenza invasione: gli unici cretini in Europa siamo noi



Purtroppo, e sottolineo purtroppo, siamo stati facili profeti. Del resto, non ci voleva molto: l’Italia, a Bruxelles, è sempre stata presa a schiaffi in faccia, in special modo sulla questione clandestini. Perché avrebbero dovuto ascoltarci oggi? 

Succede così. Casualmente dopo le elezioni amministrative, che hanno costituito una bella batosta per la sinistra italiana, anche al Governo si accorgono che questi immigrati, in effetti, cominciano a diventare leggermente troppi (ma solo un poco, eh!) e la gente, anche qualcuno del buonissimo e moralissimo “popolo della sinistra”, ne ha un po’ piene le balle. Ma solo un pochetto. Delegare la questione alle ONG internazionali, braccio armato del mondialismo, che li vanno addirittura a prendere sotto la costa, non è che poi aiuti più di tanto a fermare il flusso: casomai lo aumenta. Anche qui il Governo italiano, sempre sul tempo, se n’è accorto: delegare a delle organizzazioni – spesso straniere – la gestione della questione migranti, per di più con le notizie di scandali (da Mafia Capitale alle ONG corrotte e colluse) che quotidianamente leggiamo sui giornali, non è una cosa particolarmente saggia: di fatto lo Stato ha delegato la gestione delle frontiere ad altri.

Il che non è una cosa che i nostri vicini, nemmeno coi governi più liberali/liberisti e di sinistra del mondo, fanno molto volentieri. Ne ha avuto prova, il Primo Ministro Gentiloni, alla riunione di Bruxelles dove, riunito con gli altri Capi di Stato, ha chiesto sostanzialmente aiuto poiché “l’Italia non può farcela da sola”. Cosa si è sentito rispondere? Sostanzialmente picche.

Di fronte all’eventualità che le ONG sbarchino i clandestini anche nei porti di Marsiglia o Nizza, Spagna e Francia hanno risposto di no: loro, i migranti, non li vogliono. L’Austria, dal canto suo, è pronta a schierare l’esercito ai confini con l’Italia: il fatto che il Nostro Paese lasci passare i clandestini al confine non viene visto con molta benevolenza dalle autorità austriache. Del resto, il Ministro degli Esteri era stato chiaro qualche mese fa: “La scelta di accogliere tutti i migranti è una scelta esclusivamente italiana”. Traduzione: se vi riempite il paese di clandestini, e poi non li volete, non dovete cercare di appiopparli a noi.

Quanto a Macron, idolo della sinistra erasmiana e capitalista, ha sentenziato: “Non bisogna confondere tra rifugiati di guerra e migranti economici. Bisogna difendere le nostre frontiere”. Se non si sapesse che queste parole sono state pronunciate da Macron parrebbe di sentire Matteo Salvini. Ma la sinistra, ovviamente, in questi giorni è distratta e queste parole non le ha sentite, altrimenti, supponiamo, sarebbe scesa in piazza come un sol uomo per protestare contro il vergognoso razzismo di Macron.

La Spagna, invece, per bocca di Dominuque Tian, sindaco di Marsiglia: "No all'apertura del nostro porto alle navi umanitarie che soccorrono i migranti nel Mediterraneo, se ogni settimana facessimo entrare navi con centinaia se non migliaia di migranti saremmo nell'incapacità totale di alloggiare queste persone. Perché una volta sbarcate, queste persone bisogna alloggiarle, ma non abbiamo i mezzi, non possiamo accogliere dei migranti in queste condizioni". Sono parole di buon senso che, purtroppo, è difficilissimo sentire da un qualunque esponente di governo italiano.

L’unico punticino che Gentiloni è riuscito a portare a casa sarebbe un dossier sui migranti, dove, in teoria, la UE dovrebbe chiedere a Spagna e Francia di prendersi anche loro un po’ di clandestini, con quali esiti è facile immaginare. Nel dossier dovrebbe essere inclusa anche una bozza sul ruolo delle ONG, in cui si afferma che, di fatto, le stesse avrebbero il totale controllo del flusso migratorio dalla Libia (e questo avrebbe anche portato ad alcune frizioni tra i taxisti delle ONG e la Marina Militare Libica, come dimostrato da alcuni avvenimenti di cronaca delle settimane scorse) e dei confini marittimi tra Italia e Libia. Una situazione, va da se, inaccettabile. Ne è ben consapevole la Marina di Tripoli Anche se le ONG hanno la faccia come il deretano e, per bocca di Forti, responsabile immigrazione per la Caritas (che sui clandestini ci mangia quanto e più degli altri), piagnucolano che “limitare l’azione delle ONG sarebbe inaccettabile”. Per i loro conti in banca sicuramente. 

Insomma: la Spagna non li vuole, la Francia di Macron non li vuole, l’Austria addirittura vuole mettere l’esercito a difesa dei confini per impedirci di sbolognarglieli ulteriormente.

Gli unici coglioni, anche in Europa, rimaniamo sempre e solo noi.

venerdì 30 giugno 2017

La Boldrini non è parte in causa



Non c’è niente da fare. Nemmeno nelle occasioni più normali, più spontanee e più gioiose, come quella di fare gli auguri ad una coppia per la nascita del proprio figlio, il Presidente della Camera, Laura Boldrini, riesce – nemmeno per un attimo – a mettere da parte quella malattia mentale altrimenti denominata con il nome di “femminismo”.

Succede che, in Parlamento, la Boldrini dà pubblicamente gli auguri a “Celeste Costantino, la nostra collega, che ha fatto una bambina che si chiama bianca e che sta bene: un saluto a mamma e bimba”. Quando qualcuno le fa notare che, in una certa parte, gli auguri bisognerebbe farli anche al padre, che ha in qualche modo contribuito alla nascita della bambina, la Boldrini risponda: “Come dice? Il papà non è parte in causa, in questo caso. Scusate, la bambina è stata fatta da Celeste Costantino, è nostra collega e noi ci rivolgiamo a lei, essenzialmente a lei”. Il papà, ne prendiamo atto, quando nasce il figlio non è parte in causa.

I deliri di questo personaggio sono tutti qui. Completamente avulsa dalla realtà, stomachevole perfino ai senatori e ai deputati più vicini alla sua parte politica, la Boldrini nemmeno sa che i bambini non si fanno, ma si procreano: c’è già tutto il lessico vendoliano del bambino come merce.

Come rispondere a simili vaneggi? Con il deputato Daniele Capezzone, che grazie al cielo fa l’unica cosa che si può fare: riderci su e “fare gli auguri anche al marito o al compagno della nostra parlamentare, visto che crediamo, dopo ampia riflessione, che anche il papà abbia avuto un qualche ruolo nella nascita della bimba”.

Al che alla Boldrini non resta che rispondere: “Allora facciamo gli auguri anche al papà”.

Che personaggetto ridicolo…